10/01/2026
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Ondansetron in gravidanza: cosa dicono le linee guida svizzere

La nausea e il vomito in gravidanza (NVP – Nausea and Vomiting of Pregnancy) sono disturbi comuni, che colpiscono fino all’80 % delle donne incinte. Nei casi più gravi si parla di Hyperemesis gravidarum (HG), una condizione che può causare disidratazione, perdita di peso e carenze nutrizionali, con possibili conseguenze sia per la madre che per il feto.

Tra i farmaci disponibili, l’ondansetron è uno dei più efficaci per controllare nausea e vomito persistenti. Ma il suo uso in gravidanza richiede cautela, specialmente nei primi mesi.

Quando usare l’ondansetron in gravidanza
Le linee guida svizzere (SGGG, ospedali universitari, Rosenfluh 2020) e le raccomandazioni di Swissmedic concordano: l’ondansetron non è un trattamento di prima linea.
Si utilizza solo quando altri farmaci antiemetici non funzionano o non sono tollerati.

L’approccio consigliato è stepwise, cioè a gradini:

Misure non farmacologiche
. Pasti piccoli e frequenti

. Evitare odori forti

. Idratazione regolare

. Zenzero e vitamine

Farmaci di prima linea

. Vitamina B6 (piridossina) ± doxilamina

. Metoclopramide

Farmaci di seconda linea

. Dimenidrinato
. Meclozina

Ondansetron (terza linea)

. Dopo fallimento o intolleranza delle terapie precedenti

. Preferibile dal secondo trimestre

Corticosteroidi (es. prednisolone)

. Solo nei casi più gravi, e dopo la 10ª settimana di gestazione

Rischi e sicurezza dell’ondansetron
Gli studi disponibili mostrano che l’uso di ondansetron nel primo trimestre può essere associato a un piccolo aumento del rischio di malformazioni orofacciali (come la labiopalatoschisi): circa 3 casi in più ogni 10 000 gravidanze trattate.
Per questo motivo, in Svizzera se ne raccomanda l’uso solo quando strettamente necessario nelle prime 12–14 settimane.

Nel secondo e terzo trimestre, i dati disponibili non indicano rischi significativi per il feto, e l’ondansetron può essere usato con maggiore tranquillità, sempre sotto controllo medico.

Posologia tipica
. Orale: 4–8 mg ogni 8–12 ore (max 24 mg/die)

. Endovenosa: 4–8 mg in bolo lento ogni 8 ore (max 16 mg per singola dose)

. Durata: il minor tempo necessario per controllare i sintomi

. Precauzioni: monitorare ECG nei pazienti a rischio di prolungamento del QT, correggere squilibri elettrolitici prima della somministrazione

Bilancio rischio/beneficio

Nelle forme gravi di HG, i rischi della disidratazione e malnutrizione per madre e feto possono superare di gran lunga i potenziali rischi associati all’ondansetron.

Ogni decisione va presa individualmente, valutando il quadro clinico e coinvolgendo specialisti in ginecologia e, se necessario, il Swiss Teratogen Information Service (STIS).

Conclusioni
. L’ondansetron è un antiemetico molto efficace, ma in gravidanza è da riservare a casi selezionati.

. Evitare l’uso nelle prime 12–14 settimane, salvo necessità clinica urgente.

. Seguire un approccio graduale, privilegiando prima misure non farmacologiche e farmaci di comprovata sicurezza.

. Utilizzare la dose minima efficace per il minor tempo possibile.

Fonti:
Rosenfluh.ch – Hyperemesis in der Schwangerschaft (2020)
Swissmedic – Dear Healthcare Professional Communication (2020)
SGGG – Raccomandazioni per nausea e vomito in gravidanza
Swiss Medical Weekly (2020) – Uso di ondansetron in gravidanza in Svizzera
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