13/01/2026
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Ma come li metti sti elettrodi? Esecuzione dell’ECG a 12 derivazioni

crazy20ecg_0La fretta è la nostra nemica principale in Pronto Soccorso. La velocità è un’alleata, ma la fretta no. In quest’ultimo termine, infatti, comprendiamo un significato negativo che è quello di fare le cose in maniera approssimativa. Certo la sfida nel nostro lavoro e di questi tempi non è semplice, ma il nostro impegno deve esserci.
Nell’eseguire l’elettrocardiogramma a 12 derivazioni si rischia spesso di posizionare erroneamente gli elettrodi, facendo riferimento a quanto solitamente si fa per monitorizzare i nostri pazienti.  In questo caso le derivazioni sono posizionate allargate e in sedi diverse per lasciare libera l’aia cardiaca nel caso di necessità.
Ecco un esempio di quello che succede.
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Ma come si mettono gli elettrodi precordiali correttamente?

Le derivazioni precordiali sono 6, e sono nominate progressivamente da V1 a V6. Lo stesso ordine, però, NON viene seguito nell’esecuzione della procedura di registrazione dell’’ECG. Gli elettrodi, infatti, vengono posizionati secondo questo ordine: V1, V2, V4, V3, V5 e V6. Vediamo perché.
  • V1-V2

Le prime due derivazioni sono semplici. Sono a livello della margine sternali. Lo sterno è un osso piatto che   si trova al centro del torace, e che è largo massimo 3-4 cm.

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Di conseguenza gli elettrodi  non sono molto distanziati tra loro. Riguardo all’altezza a cui posizionarli, la sede corretta è il 4 spazio intercostale. Questo spazio intercostale si trova a livello dei capezzoli nell’uomo, e comunque può essere trovato partendo dall’angolo del Luis. L’angolo del Luis è la giunzione tra manubrio e corpo dello sterno, e si trova facilmente perché è un bozzetto (margine rilevato) apprezzabile sullo sterno all’altezza di dove congiungono le due clavicole. Se lo individuate e vi spostate di lato, trovate il secondo spazio intercostale. Basta quindi scendere al terzo e poi al quarto, ed eccovi in posizione!
Guardate dove erano stati messi nel nostro paziente
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  • V4-V3

A questo punto dobbiamo posizionare V4, che va al 5° spazio intercostale a livello della linea emiclaveare.  Grosso modo nel nostro paziente doveva essere da queste parti

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Solo ora possiamo mettere V3 che si trova in mezzo alle due posizioni precedenti (V2 e V4). Nella donan solitamente questo va proprio sul seno, e non bisogna avere paura perché la ghiandola mammaria è un’ottima conduttrice di corrente.

  • V5-V6

Finiamo posizionando V5 e V6 (rispettivamente sulla ascellare anteriore e ascellare media). Questo vuol dire due cose: Primo, che gli elettrodi sono messi molto più lateralmente di dove siamo abituati a vedere (l’ascellare media è quasi nel cavo ascellare);  Secondo, che V5 e V6 risalgono un poco rispetto a V4, perché le coste sono concave verso l’alto.   Vediamo ora come dovevano essere messi correttamente i nostri elettrodi, e poi confrontiamo le due foto.

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Di seguito uno schema per ricordarvi.

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Altri Trucchetti

  • L’acqua è il miglior conduttore dell’impulso elettrico, quindi per avere un buon ECG non dovete usare disinfettanti alcolici. Verrà peggio. Se avete calze o collant, bagnate piuttosto abbondantemente le garze (devono sgocciolare) e così vi aiuteranno a condurre l’eletricità.
  • Altro fattore che migliora la registrazione è il posizionamento degli elettrodi su piani ossei, che conducono meglio del grasso. Per questo nelle periferiche scegliete sempre la tibia e il dorso del polso.
  • Ricordatevi di posizionare correttamente gli elettrodi, perché da quello dipende l’individuazione di anomalie elettrocardiografiche che possono salvare la vita al paziente.
Fonte: http://www.medicinadurgenza.org/ – Drssa Gemma C Morabito
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