LOCARNO – Dopo una vita passata con la radio accesa, le sirene in sottofondo e il caffè bevuto al volo tra un intervento e l’altro, per Giuseppe Titocci è arrivato il momento del meritato riposo. Il Servizio Ambulanza Locarnese e Valli (SALVA) di Locarno saluta uno dei suoi volti storici.
Classe 1961, Giuseppe è uno di quelli che il soccorso lo hanno fatto davvero crescere insieme a loro. Quando ha iniziato come volontario, lo faceva per passione. Quando nel 1997 si è diplomato soccorritore, quella passione è diventata professione. Ma lo spirito è rimasto lo stesso: esserci, sempre.
Da volontario a punto di riferimento
Prima il volontariato, poi il diploma, poi anni e anni di turni condivisi. Giuseppe non è stato solo un soccorritore esperto, ma uno di quelli che, quando arrivano sulla scena, fanno subito respirare calma all’equipaggio.
Non servivano grandi discorsi: uno sguardo, due indicazioni chiare, e ognuno sapeva cosa fare.
CIR: quando la situazione si fa seria
Nel suo percorso ha ricoperto il ruolo di Capo Intervento Regionale (CIR). Tradotto: quando l’intervento diventava complesso, lui era tra quelli chiamati a coordinare.
Più enti, più mezzi, più pressione. Eppure, chi lo ha visto lavorare sa che riusciva a tenere tutto insieme con quella tranquillità che non si insegna nei corsi, ma si costruisce con l’esperienza.
Istruttore BLS-DAE: moltiplicare le vite salvate
Come istruttore BLS-DAE, Giuseppe non si è limitato a intervenire: ha insegnato agli altri a farlo. Ha formato colleghi e cittadini, spiegato compressioni toraciche, corretto posizioni delle mani, ripetuto mille volte le sequenze.
Perché salvare una vita è importante. Ma insegnare a qualcuno come farlo vale doppio.
Sempre sul pezzo
Dal 1997 fino a oggi ha visto cambiare protocolli, arrivare nuovi dispositivi, evolvere le competenze del soccorritore diplomato. La tecnologia avanzava, le procedure si aggiornavano, ma una cosa restava costante: la sua affidabilità.
Arresti cardiocircolatori, politraumi, emergenze tempo-dipendenti… nei momenti in cui il tempo sembra correre più veloce, Giuseppe era quello che lo rallentava. Lucido, concreto, efficace.
E poi, diciamolo, anche capace di strappare un sorriso quando serviva alleggerire la tensione di un turno pesante.
Adesso niente sirene (forse), niente turni notturni (si spera), e probabilmente più tempo per sé. Ma chi lavora nel soccorso lo sa: dentro si rimane soccorritori per sempre.
Operazione “TITO Secret”
Il gruppo ricreativo ha organizzato tutto nei minimi dettagli. Nome in codice: Operazione TITO Secret. Un piano degno di un coordinamento multi-ente, ma questa volta senza radio operative… almeno ufficialmente.
All’ultimo turno è stato inscenato un finto malore, trasformato nel suo “ultimo intervento”. Una sorpresa riuscitissima che ha coinvolto più di una sessantina di colleghi ed ex colleghi, riuniti per rendergli omaggio nel modo più originale possibile.
Un momento intenso, divertente e carico di emozione, che ha dimostrato quanto sia stato importante non solo come professionista, ma anche come collega e compagno di squadra.
Grazie Tito.
