{"id":9616,"date":"2018-10-02T10:00:00","date_gmt":"2018-10-02T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=9616"},"modified":"2018-10-01T10:36:57","modified_gmt":"2018-10-01T08:36:57","slug":"adrenalina-si-o-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=9616","title":{"rendered":"Adrenalina S\u00ec o No?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Finalmente pubblicato lo studio Paramedic2. Ecco una breve descrizione dei risultati.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cos\u2019\u00e8 lo studio PARAMEDIC2?<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"220\" height=\"293\" class=\"alignleft wp-image-9623 size-full\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/220px-Epinephrine_1-1000_1.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/220px-Epinephrine_1-1000_1.jpg 220w, https:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/220px-Epinephrine_1-1000_1-113x150.jpg 113w\" sizes=\"auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/>Lo studio \u00e8 un cosiddetto \u201ctrial randomizzato controllato\u201d (RCT) cio\u00e8 uno protocollo sperimentale che garantisce la massima qualit\u00e0 scientifica riconosciuta. Questo studio si \u00e8 reso necessario per confermare dati provenienti da studi precedenti la cui qualit\u00e0 sperimentale era inferiore. Per ottenere dati di alta qualit\u00e0 \u00e8 necessario confrontare un trattamento considerato tradizionale con un trattamento alternativo o con un placebo (cio\u00e8 una sostanza inerte che viene somministrata dall\u2019operatore senza che egli sappia se stia somministrando il farmaco o il placebo) in due gruppi omogenei di pazienti (gruppo di studio e gruppo di controllo) che vengono destinati ai due trattamenti in maniera del tutto casuale. Questa modalit\u00e0 sperimentale permette di ridurre al minimo i possibili errori di valutazione dei risultati e l\u2019influenza che il tipo di trattamento pu\u00f2 esercitare su chi lo gestisce. In questo caso il trattamento tradizionale da valutare \u00e8 stato la somministrazione di adrenalina durante rianimazione cardiopolmonare avanzata (ALS) alla dose di 1 mg ogni 3-5 minuti per via endovenosa, appena possibile in caso di arresto cardiaco (AC) associato a ritmi non defibrillabili e dopo il terzo tentativo di shock in caso di ritmi defibrillabili refrattari alla defibrillazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come \u00e8 stato eseguito?<\/strong><br \/>\nNel Regno Unito \u00e8 stato possibile ideare e realizzare questo studio nonostante problemi etici non facili da risolvere. Infatti, accettando di confrontare l\u2019effetto della somministrazione di adrenalina con un placebo si \u00e8 anche accettato di privare circa la met\u00e0 dei pazienti arruolati (quelli confluiti nel gruppo di controllo in cui il trattamento era costituito dal placebo) di un trattamento tradizionalmente usato nella RCP avanzata, cio\u00e8 la somministrazione di adrenalina. Questa decisione \u00e8 stata possibile grazie all\u2019analisi di dati precedenti provenienti da altri studi meno dirimenti che per\u00f2 avevano gi\u00e0 messo in discussione l\u2019utilit\u00e0 dell\u2019adrenalina in termini di sopravvivenza nel lungo periodo (oltre il primo mese dopo l\u2019AC).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, il sistema sanitario territoriale britannico, ha permesso di rendere la somministrazione di adrenalina la pi\u00f9 precoce possibile perch\u00e9 nel Regno Unito, in particolari condizioni cliniche del paziente, la somministrazione di farmaci \u00e8 autorizzata anche al personale specificamente formato ma non medico (i cosiddetti \u201cparamedici\u201d) presente sulle ambulanze che raggiungono la vittima prima di quanto possano fare i mezzi con medico a bordo, meno numerosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chi \u00e8 stato coinvolto?<\/strong><br \/>\nIn circa due anni, attraverso cinque servizi di emergenza territoriale del Regno Unito, sono stati arruolati 8016 pazienti vittime di arresto cardiaco avvenuto al di fuori dell\u2019ospedale (AC extraospedaliero); un tale campione \u00e8 considerato sufficientemente numeroso da ben rappresentare l\u2019intera popolazione formata dalle vittime di AC extraospedaliero e quindi rende lo studio particolarmente significativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019et\u00e0 media dei pazienti \u00e8 risultata essere di 69 anni e per il 65% erano maschi. Dal punto di vista epidemiologico, lo studio ha confermato informazioni gi\u00e0 note: il 75% degli AC \u00e8 avvenuto in casa, il 20% in luoghi pubblici, l\u20191% sul posto di lavoro della vittima e il restante 4% in altri luoghi. In oltre il 90% dei casi, l\u2019AC aveva avuto cause mediche e non traumatiche o asfittiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento dell\u2019arrivo dell\u2019ambulanza circa il 79% dei pazienti presentava un ritmo non defibrillabile rispetto al 20% con ritmi defibrillabili. In quasi il 60% dei pazienti, gli astanti avevano gi\u00e0 iniziato la RCP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pazienti sono stati arruolati se non rispondevano precocemente alla rianimazione cardiopolmonare di base (BLSD) che comprende compressioni toraciche, ventilazioni di soccorso e defibrillazione precoce. Questo vuol dire che i pazienti che hanno ripreso una circolazione spontanea prima dell\u2019inizio della RCP avanzata (ALS) che comprende anche la somministrazione di farmaci, non compaiono nello studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa \u00e8 successo ai pazienti dopo l\u2019arruolamento?<\/strong><br \/>\nIl tempo mediano di intervento dell\u2019ambulanza \u00e8 stato di 6.6 minuti in entrambi i gruppi. Nel gruppo trattato con adrenalina, la proporzione di pazienti che hanno avuto ritorno di circolazione spontanea \u00e8 stata pi\u00f9 alta (36.3% contro 11.7% nel gruppo del placebo) e conseguentemente anche il numero di pazienti trasportati in ospedale \u00e8 stato pi\u00f9 alto in questi gruppo (50.8% contro 30.7%). Il gruppo in cui \u00e8 stata utilizzata l\u2019adrenalina ne ha ricevuto una media di 5 mg. Le differenze pi\u00f9 importanti perch\u00e9 statisticamente significative (cio\u00e8 sufficientemente grandi da non essere attribuibili al caso) sono state due: chi aveva ricevuto adrenalina ha dimostrato di avere una sopravvivenza pi\u00f9 alta a trenta giorni dalla ripresa di circolazione dopo AC (3.2% contro 2.4%, circa un terzo di pi\u00f9) ma, poich\u00e9 ha anche avuto quasi il doppio di alterazioni neurologiche gravi al momento della dimissione dall\u2019ospedale (31% contro 17.8%), non ha dimostrato differenze sostanziali nella proporzione di pazienti dimessi dall\u2019ospedale in buone condizioni neurologiche. Volendo usare lo slogan che ha accompagnato la pubblicazione dello studio, sembrerebbe che \u201cl\u2019adrenalina pu\u00f2 far ripartire il cuore ma non fa bene al cervello\u201d. Complessivamente, il 41% delle vittime \u00e8 stato trasportato in ospedale ma solo il 2.7% \u00e8 sopravvissuto ed \u00e8 stato dimesso dall\u2019ospedale; questo basso numero \u00e8 anche dovuto al fatto che nello studio non compaiono i pazienti che hanno risposto alla fase di BLSD prima della necessit\u00e0 di somministrare farmaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa sapevamo gi\u00e0 e cosa ci dice di nuovo questo studio?<\/strong><br \/>\nEra gi\u00e0 noto che l\u2019adrenalina aumentasse la possibilit\u00e0 di ripresa di circolazione spontanea senza migliorare per\u00f2 la prognosi a lungo termine. Lo studio conferma queste evidenze precedenti e le rinforza attraverso un disegno sperimentale pi\u00f9 affidabile e rigoroso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati dello studio ci permettono almeno altre due considerazioni. La prima si basa su una valutazione statistica importante: per capire meglio quando sia importante un trattamento si valuta quale sia il numero di pazienti da trattare per avere il beneficio desiderato. In questo studio il numero di pazienti da trattare con l\u2019adrenalina per salvare una vita in pi\u00f9 \u00e8 pari a 112. Questo \u00e8 un numero molto alto e lo si capisce meglio se lo si confronta con l\u2019effetto determinato dagli interventi che costituiscono la fase del BLSD, cio\u00e8 quella prima dell\u2019arrivo dell\u2019ambulanza: il riconoscimento precoce dell\u2019AC salva una vita ogni 11 pazienti in cui questo intervento viene applicato, la RCP eseguita dagli astanti ne salva 1 ogni 15 e la defibrillazione precoce 1 ogni 5. Questi numeri impressionanti confermano come per salvare la vita di una vittima di AC la partita si giochi nei primi minuti e grazie all\u2019intervento di chi le \u00e8 pi\u00f9 prossimo, chiunque egli sia, mentre il trattamento avanzato, affidato ai sanitari, gioca un ruolo estremamente pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda considerazione \u00e8 che lo studio sottolinea come gli attuali trattamenti mantengano una certa efficacia nel far ripartire il cuore e ripristinare la circolazione; tuttavia sono ancora pochi gli strumenti terapeutici che ci permettono di influire sulla fase successiva al ritorno della circolazione. Il controllo dei processi fisiopatologici che determinano il danno cerebrale nella fase cosiddetta Post ROSC rimane ancora poco efficace. Molto si deve ancora fare per garantire l\u2019applicazione di quello che gi\u00e0 sappiamo avere un ruolo in questa fase, come il controllo della temperatura corporea, e per comprendere e migliorare ci\u00f2 che pu\u00f2 aiutare il cervello a recuperare dalla fase di anossia dovuta all\u2019AC.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa cambia nella pratica?<\/strong><br \/>\nI risultati dello studio ci dicono che l\u2019adrenalina permette a un numero superiore di pazienti di sopravvivere a trenta giorni dall\u2019evento ma che in questo gruppo il numero di pazienti in condizioni neurologiche molto compromesse \u00e8 pi\u00f9 grande. I risultati dello studio per\u00f2 non chiariscono se le peggiori condizioni neurologiche siano direttamente collegate all\u2019adrenalina attraverso meccanismi poco conosciuti o siano invece imputabili ad altri fattori. \u00c8 noto come nell\u2019opinione pubblica venga attribuito un grande valore alla qualit\u00e0 di vita, oltre che alla mera sopravvivenza. La comunit\u00e0 scientifica, attraverso i suoi organi di confronto (in particolare ILCOR, cio\u00e8 l\u2019International Liaison Committee on Resuscitation, che riunisce tutti gli esperti mondiali nel campo della Rianimazione Cardiopolmonare e che esprime le raccomandazioni sul trattamento basate sulle evidenze scientifiche esistenti), \u00e8 chiamata nei prossimi mesi a valutare se e come questo studio possa modificare i protocolli di trattamento attualmente raccomandati. Non sar\u00e0 facile prendere una decisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Italian Resuscitation al momento non consiglia nessun cambiamento di raccomandazione nell\u2019utilizzo dell\u2019adrenalina.<\/p>\n<table style=\"width: 100%;\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\">Fonte: <a href=\"https:\/\/www.ircouncil.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.ircouncil.it<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\">\n<address><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>Le foto presenti sul sito sono state in larga parte reperite su Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo all\u2019indirizzo e-mail <a href=\"mailto:admin@soccorritori.ch\">admin@soccorritori.ch<\/a>, lo Staff provveder\u00e0 prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.<\/strong><\/span><\/address>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente pubblicato lo studio Paramedic2. Ecco una breve descrizione dei risultati. Cos\u2019\u00e8 lo studio PARAMEDIC2? 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