{"id":730,"date":"2014-11-11T10:00:13","date_gmt":"2014-11-11T09:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=730"},"modified":"2014-11-10T14:29:14","modified_gmt":"2014-11-10T13:29:14","slug":"ipotermia-terapeutica-gia-in-fase-preospedaliera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=730","title":{"rendered":"Ipotermia terapeutica: gi\u00e0 in fase preospedaliera?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Lance Becker, direttore del Center for Resuscitation Science della Penn University afferm\u00f2:<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u201cLa morte cellulare non \u00e8 un evento. E\u2019 un processo. E un processo pu\u00f2 essere interrotto\u201d.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il processo in questione, messo in moto nelle cellule neuronali, dipende da un lato dalla privazione di ossigeno, e dall\u2019altro dal cosiddetto danno da riperfusione.<\/p>\n<p>I ricercatori guidati da Becker lavorarono per anni per trovare il modo di interrompere questa sequenza, ma nessun approccio farmacologico aveva funzionato.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio degli anni novanta, Peter Safar, dell&#8217;Universit\u00e0 di Pittsburgh, studi\u00f2 a fondo, in modelli animali, le reazioni dell&#8217;organismo all&#8217;abbassamento della temperatura.<\/p>\n<p>Vide innanzitutto che il raffreddamento doveva essere instaurato lentamente, per non evocare brividi, termogenesi e scariche di catecolamine e doveva essere contenuto entro limiti precisi, per non indurre aritmie , coagulopatia o infezioni .<\/p>\n<p>Safar elabor\u00f2 uno schema operativo per raffreddare il corpo a 33-36\u00b0C che speriment\u00f2 nel cane. La sua terapia ipotermica permetteva di superare un arresto circolatorio completo di 10-12 minuti, seguito da riperfusione: al termine del trattamento, il cervello funzionava normalmente e appariva perfetto all&#8217;esame istologico.<\/p>\n<p>Oggi si sa che ogni riduzione di 1\u00b0 grado della temperatura corporea rispetto a quello basale, rallenta il metabolismo di circa il 6-7 %. Questo permette di ridurre il fabbisogno di ossigeno al cervello e contemporaneamente ridurre i processi chimici alla base della morte cellulare.<\/p>\n<p>E\u2019 prova scientifica, che soggetti colpiti da arresto cardiaco in condizioni climatiche di bassa temperatura, possono essere rianimati anche dopo periodi prolungati di arresto, con sequele neurologiche lievi o addirittura assenti.<\/p>\n<p>Numerosi studi sono stati condotti in tal senso, e gli Autori hanno dimostrato che abbassando la temperatura corporea del soggetto colpito da arresto cardiaco e rianimato, aumentano le possibilit\u00e0 di sopravvivere e condurre una vita senza sequele neurologiche.<br \/>\nAffinch\u00e9 l\u2019ipotermia sia efficace nel prevenire il danno neurologico deve essere indotta il pi\u00f9 precocemente possibile, al massimo entro 4 ore dall\u2019arresto cardiaco.<\/p>\n<p>Le linee guida AHA analogamente a quelle ERC ed ILCOR raccomandano l\u2018ipotermia terapeutica a 32-34\u00b0(riferita alla temperatura interna del corpo: core) per 12-24 ore in tutti i casi di arresto cardiaco secondario a FV\/TV.<br \/>\nEsistono anche evidenze di casi in cui l\u2019arresto cardiaco avvenuto con altri ritmi di presentazione (PEA, asistolia), trattati con ipotermia terapeutica precoce, iniziata fin dai primi istanti dall\u2019arresto, abbiamo avuto follow-up favorevole.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Per l\u2019applicabilit\u00e0 della tecnica sono necessari criteri di selezione:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0L\u2019ACR deve essere testimoniato<\/li>\n<li>Deve trattarsi di un ritmo defibrillabile<\/li>\n<li>L\u2019ACR deve essere di origine cardiaca<\/li>\n<li>Non devono essere sottoposti ad ipotermia soggetti con patologie terminali<\/li>\n<li>Deve essere previsto un range di inclusione in base all\u2019et\u00e0<\/li>\n<li>Il ROSC\u00a0 deve essere caratterizzato da un ritmo e da una emodinamica stabile<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Numerosi protocolli sono stati introdotti per eseguire\u00a0 l\u2019induzione dell\u2019ipotermia terapeutica, ma in linea generale si deve prevedere:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Infusione di liquidi freddi, impacchi freddi o sistemi di raffredamento<\/li>\n<li>Sistemi di monitoraggio della temperatura corporea interna<\/li>\n<li>\u00a0Narcosi e\u00a0 miorisoluzione della vittima rianimata<\/li>\n<li>Monitoraggio continuo dei parametri vitali<\/li>\n<li>Controlli ematochimici seriati<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Nella fase post-ipotermia:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Riscaldamento passivo in 8-12 ore fino a raggiungimento di 36\u00b0 C di temperatura interna<\/li>\n<li>Mantenimento della normotermia<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Conclusioni:<\/strong><\/p>\n<table style=\"width: 100%;\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/bul10.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-732\" src=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/bul10.gif\" alt=\"bul10\" width=\"30\" height=\"24\" \/><\/a><\/td>\n<td>Se gli studi eseguiti sull\u2019ipotermia terapeutica in fase ospedaliera sono relativamente numerosi, non si pu\u00f2 dire altrettanto su quelli eseguiti in fase preospedaliera.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/bul10.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-732\" src=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/bul10.gif\" alt=\"bul10\" width=\"30\" height=\"24\" \/><\/a><\/td>\n<td>La fattibilit\u00e0 del raffredamento precoce \u00e8 ben documentata e alla luce delle attuali evidenze sembra sicuro avviare il raffreddamento gi\u00e0 in fase preospedaliera, piuttosto che lasciare i pazienti senza un trattamento potenzialmente benefico in attesa di ulteriori studi di supporto.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/bul10.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-732\" src=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/bul10.gif\" alt=\"bul10\" width=\"30\" height=\"24\" \/><\/a><\/td>\n<td>In conclusione, nonostante il limitato numero di studi, sembra giustificabile attuare il raffreddamento preospedaliero anche in assenza di univoci elementi a sostegno di questa pratica.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table style=\"width: 100%;\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.emergenzasanitaria.net\" target=\"_blank\">http:\/\/www.emergenzasanitaria.net<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\">\n<address><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>Le foto presenti sul sito sono state in larga parte reperite su Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo all\u2019indirizzo e-mail <a href=\"mailto:admin@soccorritori.ch\">admin@soccorritori.ch<\/a>, lo Staff provveder\u00e0 prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.<\/strong><\/span><\/address>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lance Becker, direttore del Center for Resuscitation Science della Penn University afferm\u00f2: \u201cLa morte cellulare non \u00e8 un<\/p>\n","protected":false},"author":1153,"featured_media":2992,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"cybocfi_hide_featured_image":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-730","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-am"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-06-20 11:21:59","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/730","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1153"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=730"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/730\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2992"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}