{"id":7284,"date":"2024-01-31T21:20:53","date_gmt":"2024-01-31T20:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=7284"},"modified":"2024-01-31T21:16:21","modified_gmt":"2024-01-31T20:16:21","slug":"lo-stress-post-traumatico-nel-personale-di-soccorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=7284","title":{"rendered":"Lo stress post-traumatico nel personale di soccorso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7298\" src=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/814661_20150119_c5_vangogh_nva.jpg\" alt=\"814661_20150119_c5_vangogh_nva\" width=\"300\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/814661_20150119_c5_vangogh_nva.jpg 620w, https:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/814661_20150119_c5_vangogh_nva-150x82.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Negli ultimi decenni si sta assistendo ad un crescente interesse nei confronti delle&nbsp;reazioni allo stress dei soccorritori ed in particolare dei disturbi post-traumatici a cui&nbsp;possono andare incontro.<br \/>\nSebbene solitamente l&#8217;operatore in emergenza sviluppi una soglia di tolleranza&nbsp;abbastanza elevata nei confronti di situazioni che, occasionalmente o cronicamente,&nbsp;possono mettere a repentaglio il suo equilibrio psicologico, nondimeno il rischio di essere&nbsp;seriamente coinvolto nelle esperienze traumatiche delle persone che soccorre&nbsp;(traumatizzazione vicaria) deve essere tenuto in seria considerazione. Proprio per questa&nbsp;ragione prenderemo in esame sia le reazioni normali che le reazioni patologiche del&nbsp;personale di soccorso alle situazioni traumatiche. Le tematiche che andremo via via&nbsp;sviluppando costituiranno anche l\u2019occasione di una critica radicale verso quella prassi&nbsp;consolidata, ma non certo corretta, per effetto della quale si tende a ritenere che il soccorritore sia sempre in grado di fronteggiare e superare l\u2019impatto con qualsiasi evento&nbsp;traumatico, senza nessuna conseguenza sul piano psichico. Questo convincimento in molti&nbsp;casi porta il soccorritore a negare il proprio disagio impedendogli di prenderne atto,&nbsp;esprimerlo, chiedere aiuto, ecc. L\u2019assoluta negativit\u00e0 di un atteggiamento di questo genere&nbsp;si evidenzia nella sua pienezza considerando che pu\u00f2 comportare la totale assenza di risposta al disagio, allo stress e alle problematiche del personale di soccorso, di per s\u00e9&nbsp;importantissime, e nessuna attenzione alle ricadute che questo pu\u00f2 avere sulla qualit\u00e0 della&nbsp;prestazione del singolo e dell\u2019equipe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">REAZIONI NORMALI DEL PERSONALE DI SOCCORSO ALLE SITUAZIONI TRAUMATICHE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fasi dell\u2019intervento di soccorso e reazioni psichiche correlate<\/strong><br \/>\nL\u2019intervento di soccorso si articola in varie fasi, comunemente indicate come: Fase di&nbsp;Allarme, Fase di Mobilitazione, Fase dell\u2019Azione e Fase del Lasciarsi Andare (Hartsougt,&nbsp;1985) e che a ciascuna di queste fasi si associano specifiche reazioni del soccorritore, talvolta anche molto marcate, ma che vanno comunque considerate come reazioni normali&nbsp;a situazioni anomale. Passiamo ora all\u2019esame dei fenomeni psichici vissuti dai soccorritori durante le varie fasi del soccorso, allo scopo di evidenziare la particolarit\u00e0 di ogni singola&nbsp;fase e la sua capacit\u00e0 di impatto emozionale sul soccorritore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fase di Allarme<\/strong><br \/>\nLa fase prende avvio dalla comunicazione di un evento critico grave, in cui bisogna&nbsp;intervenire. La comunicazione pu\u00f2 assumere un forte connotato intrusivo, che monopolizza&nbsp;l\u2019attenzione dell\u2019operatore, attiva fantasie di inadeguatezza ed incapacit\u00e0 e crea un senso di&nbsp;smarrimento e confusione, che in alcuni casi pu\u00f2 arrivare anche ad uno stato di shock.<br \/>\nQuesta fase possiamo intenderla come fase dell\u2019impatto, ed \u00e8 caratterizzata dallo&nbsp;stordimento iniziale e dall\u2019ansia, dalla irritabilit\u00e0 e dall\u2019irrequietezza che caratterizzano la&nbsp;maggior parte degli operatori. Non mancano anche soccorritori in cui si determina una&nbsp;reazione pi\u00f9 o meno grave di tipo inibitorio.<br \/>\nI soccorritori in questa fase di impatto vivono varie categorie di reazioni:<\/p>\n<ul style=\"list-style-type: disc; text-align: justify;\">\n<li>reazioni fisiche (accelerazione del battito cardiaco, aumento pressorio, difficolt\u00e0&nbsp;respiratorie);<\/li>\n<li>reazioni cognitive (disorientamento, difficolt\u00e0 nel dare senso alle informazioni&nbsp;ricevute e nel comprendere la gravit\u00e0 dell\u2019evento);<\/li>\n<li>reazioni emozionali (ansia, stordimento, shock, paura per ci\u00f2 che si incontrer\u00e0 sulla&nbsp;scena dell\u2019evento, inibizione in alcuni altri casi);<\/li>\n<li>reazioni comportamentali (diminuzione dell\u2019efficienza, aumento del livello di&nbsp;attivazione, difficolt\u00e0 di comunicazione).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fase di Mobilitazione<\/strong><br \/>\nQuesta fase entra nel pieno della sua attuazione a man mano che, superato l\u2019impatto&nbsp;iniziale, gli operatori si preparano all\u2019azione. L\u2019agire aiuta a dissolvere la tensione e lo&nbsp;stato di allarme, e l\u2019interazione, necessaria per predisporre, coordinare ed avviare i piani di&nbsp;intervento, favorisce il recupero dell\u2019autocontrollo emozionale. Concorre al recupero&nbsp;dell\u2019autocontrollo anche il trascorrere del tempo che comporta la naturale attenuazione&nbsp;dell\u2019impatto emotivo. In questa fase sono quindi presenti in tono minore la maggior parte&nbsp;dei vissuti e delle reazioni della fase precedente, ai quali si associano come preziosi fattori&nbsp;di recupero dell\u2019equilibrio il trascorrere del tempo, il passaggio all\u2019azione finalizzata e<br \/>\ncoordinata e l\u2019interazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fase dell\u2019Azione<\/strong><br \/>\nLa fase si caratterizza per il pieno passaggio all\u2019azione, consistente nell\u2019adoperarsi del&nbsp;soccorritore a favore delle vittime. In questa fase l\u2019operatore \u00e8 attraversato da momenti di&nbsp;gratificazione ed euforia relativi alle situazioni in cui si riesce a prestare soccorso, a&nbsp;momenti di profonda delusione, colpa, inadeguatezza, paura, etc., scatenati dalle&nbsp;circostanze in cui l\u2019intervento non \u00e8 tempestivo, non risulta efficace, o non \u00e8 possibile, per&nbsp;inadeguatezza dei mezzi, insufficienza delle competenze, etc. La fase dell\u2019azione assume&nbsp;caratterizzazioni molto differenti anche in base alla sua durata che, potendo variare da<br \/>\nalcune ore ad alcuni giorni od anche qualche settimana, determina differenti tipi e livelli di&nbsp;sintomi psichici e fisici legati all\u2019esposizione allo stress traumatico. I vari tipi di reazioni&nbsp;che pi\u00f9 spesso si manifestano in questa fase si possono raccogliere nelle seguenti&nbsp;categorie:<\/p>\n<ul style=\"list-style-type: disc; text-align: justify;\">\n<li>reazioni fisiche (aumento del battito cardiaco, della pressione, della frequenza&nbsp;respiratoria, nausea, sudorazione, tremore, ecc.);<\/li>\n<li>reazioni cognitive (difficolt\u00e0 di memoria, disorientamento, confusione, perdita di&nbsp;obiettivit\u00e0, difficolt\u00e0 di comprensione);<\/li>\n<li>reazioni emozionali (senso di invulnerabilit\u00e0, euforia, ansia, rabbia, tristezza,&nbsp;sconforto, apatia, assenza di sentimenti);<\/li>\n<li>reazioni comportamentali (iperattivit\u00e0, facilit\u00e0 allo scontro verbale o fisico,&nbsp;aumento dell\u2019uso di tabacco, alcol, farmaci, perdita di efficienza ed efficacia nelle&nbsp;azioni di soccorso, ecc.).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La significativit\u00e0 dei disturbi a cui il soccorritore pu\u00f2 andare incontro per la pi\u00f9 o&nbsp;meno prolungata esposizione allo stress traumatico deve indurre i responsabili&nbsp;dell\u2019organizzazione a prevenire un altro importante aspetto negativo di questa fase che&nbsp;consiste nella sottovalutazione dei bisogni del soccorritore e nella sopravvalutazione delle&nbsp;sue risorse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fase del Lasciarsi Andare<\/strong><br \/>\nQuesta fase \u00e8 costituita dall\u2019insieme dei vissuti che il soccorritore sperimenta nel&nbsp;periodo compreso tra la fine delle operazioni di soccorso ed il ritorno alla normale routine&nbsp;lavorativa e sociale. Due diversi ordini di contenuti emozionali caratterizzano questa fase.<br \/>\nIl primo \u00e8 costituito dal carico emotivo che durante la fase dell\u2019azione \u00e8 stato represso,&nbsp;inibito e negato, per dare spazio all\u2019attivit\u00e0 di soccorso, ed \u00e8 caratterizzato prevalentemente&nbsp;da ansia,delusione e rabbia.<br \/>\nIl secondo consiste, invece, in un complesso di vissuti indotti dalla separazione dagli&nbsp;altri soccorritori, e dalle attese positive o negative rispetto al ritorno alla quotidianit\u00e0.<br \/>\nTra i contenuti psichici negativi inibiti durante la fase di azione, che trovano poi la&nbsp;forza di riemergere e manifestarsi nella fase del lasciarsi andare, particolarmente comuni&nbsp;sono: la difficolt\u00e0 nel distendersi, nel rilassarsi, nell\u2019addormentarsi, la tristezza, la tensione,&nbsp;il riaffiorare di episodi e vissuti particolarmente forti sul piano emotivo, la rabbia.<br \/>\nTra le reazioni legate alle attese positive o negative verso il ritorno alla quotidianit\u00e0&nbsp;lavorativa e socio-affettiva possiamo ricordare tanto il desiderio continuo di tornare a casa,&nbsp;quanto il timore della conflittualit\u00e0 con i familiari e con i colleghi, critici verso la scelta di&nbsp;prendere parte ai soccorsi, il disagio per il lavoro arretrato, i sensi di colpa verso il partner&nbsp;ed i figli, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LE REAZIONI PATOLOGICHE ALLE SITUAZIONI DI STRESS TRAUMATICO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli operatori che lavorano in un contesto di emergenza che maggiormente risultano&nbsp;esposti a stress post-traumatico sono i seguenti (Young, Ford, Ruzek, Friedman, Gusman,&nbsp;2002):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b7 Personale medico e paramedico.<br \/>\n\u00b7 Il personale delle ambulanze.<br \/>\n\u00b7 Operatori di ricerca e salvataggio di superstiti.<br \/>\n\u00b7 Operatori impegnati nel controllo degli incendi e della sicurezza.<br \/>\n\u00b7 Il medico legale con il suo staff.<br \/>\n\u00b7 Le forze dell&#8217;ordine.<br \/>\n\u00b7 Militari.<br \/>\n\u00b7 Volontari e giornalisti che operano sul luogo di incidenti e catastrofi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le situazioni di particolare rischio per il soccorritore sono le seguenti (Cusano, Napoli,&nbsp;2003; Young et al., 2002):<br \/>\n1) Fattori di rischio oggettivi:<\/p>\n<ul style=\"list-style-type: disc; text-align: justify;\">\n<li>Eventi che comportano gravi danni per neonati e bambini.<\/li>\n<li>Eventi che coinvolgono molte persone (dall&#8217;incidente stradale al terremoto).<\/li>\n<li>Eventi che causano lesioni gravi, mutilazioni e deformazioni del corpo delle&nbsp;vittime.<\/li>\n<li>Eventi che causano la morte di colleghi.<\/li>\n<li>Il fallimento di una missione di soccorso comportante la morte di una o pi\u00f9&nbsp;persone.<\/li>\n<li>La necessit\u00e0 di compiere scelte difficili e\/o inadeguate al proprio ruolo&nbsp;operativo.<\/li>\n<li>La necessit\u00e0 di prendere decisioni importanti in tempi rapidissimi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) Fattori di rischio soggettivi:<\/p>\n<ul style=\"list-style-type: disc; text-align: justify;\">\n<li>Tendenza eccessiva del soccorritore ad identificarsi con la vittima.<\/li>\n<li>Bisogno marcato del soccorritore di tenersi a distanza dalle vittime.<\/li>\n<li>Presenza di significative problematiche psicologiche del soccorritore e\/o la&nbsp;presenza di traumi pregressi inelaborati.<\/li>\n<li>Mancanza di idonee strategie per fronteggiare lo stress e\/o la mancanza di&nbsp;adeguate capacit\u00e0 di valutare la propria tolleranza allo stress.<\/li>\n<li>Scarsa conoscenza della normale risposta fisiologica e psicologica delle persone&nbsp;di fronte allo stress.<\/li>\n<li>Lesioni personali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) Fattori di rischio legati all&#8217;organizzazione:<\/p>\n<ul style=\"list-style-type: disc; text-align: justify;\">\n<li>Ritmi di lavoro eccessivi.<\/li>\n<li>Inadeguatezze logistiche degli ambienti destinati ai soccorritori.<\/li>\n<li>Carenze nei processi di comunicazione.<\/li>\n<li>Conflitti interni all&#8217;organizzazione e tra soccorritori.<\/li>\n<li>Carenze nei processi di selezione e formazione degli operatori.<\/li>\n<li>Mancanza di programmi di supporto psicologico dei soccorritori.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I disturbi post-traumatici del personale coinvolto in situazioni di emergenza presentano, ovviamente, sovrapposizioni con gli stessi disturbi presenti nella popolazione generale, ma anche alcune specificit\u00e0 degne di particolare attenzione. Per illustrare questi tipi di disturbi verr\u00e0 fatto ampio riferimento al sistema di classificazione psicopatologica attualmente pi\u00f9 diffuso, ovvero il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, IV\u00aa edizione, Text Revision (American Psychiatric Association, 2000).<br \/>\nIl disturbo post-traumatico pi\u00f9 ampiamente studiato e conosciuto \u00e8 il Disturbo Posttraumatico da Stress (PTSD), che, in estrema sintesi, \u00e8 caratterizzato dalla compresenza, per almeno un mese, di sintomi intrusivi, di evitamento e\/o di ottundimento e di aumentato arousal (attivazione psicofisiologica) in seguito all\u2019esposizione ad eventi traumatici di particolare gravit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per trauma il <strong>DSM IV-TR<\/strong> intende un&#8217;esperienza caratterizzata da entrambi gli elementi seguenti:<br \/>\n1) un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all\u2019integrit\u00e0 fisica propria o di altri;<br \/>\n2) la risposta della persona \u00e8 stata la presenza di paura intensa, sentimenti di impotenza o orrore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sintomi <strong>intrusivi<\/strong> pi\u00f9 frequenti sono i seguenti:<br \/>\n1) sogni o ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell\u2019evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni.<br \/>\n2) Agire o sentire come se l\u2019evento traumatico si stesse ripresentando.<br \/>\n3) Disagio psicologico intenso o reattivit\u00e0 fisiologica intensa all\u2019esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell\u2019evento traumatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sintomi di <strong>evitamento<\/strong> e\/o di ottundimento pi\u00f9 frequenti sono i seguenti:<br \/>\n1) sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma.<br \/>\n2) Sforzi per evitare attivit\u00e0, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma.<br \/>\n3) Incapacit\u00e0 di ricordare qualche aspetto importante del trauma.<br \/>\n4) Riduzione marcata dell\u2019interesse o della partecipazione ad attivit\u00e0 significative.<br \/>\n5) Sentimenti di distacco o di estraneit\u00e0 verso gli altri.<br \/>\n6) Affettivit\u00e0 ridotta.<br \/>\n7) Sentimenti di diminuzione delle prospettive future.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sintomi di <strong>iperattivazione<\/strong> maggiormente frequenti sono i seguenti:<br \/>\n1) difficolt\u00e0 ad addormentarsi o a mantenere il sonno.<br \/>\n2) Irritabilit\u00e0 o scoppi di collera.<br \/>\n3) Difficolt\u00e0 a concentrarsi.<br \/>\n4) Ipervigilanza.<br \/>\n5) Esagerate risposte di allarme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il PTSD \u00e8 frequentemente ma non necessariamente preceduto dal Disturbo Acuto da Stress (ASD) (per una review: Bryant, Harvey, 2000). Si tratta di un disturbo essenzialmente simile al PTSD, eccetto per il tempo di esistenza che lo caratterizza (deve manifestarsi entro quattro settimane dall&#8217;evento e durare da un minimo di due giorni ad un massimo di quattro settimane) e per il fatto che deve presentare molti pi\u00f9 sintomi dissociativi. In particolare, i sintomi dell\u2019ASD pi\u00f9 altamente correlati con il successivo sviluppo di PTSD sembrano essere l\u2019ottundimento emotivo, l\u2019agitazione motoria, la depersonalizzazione e la sensazione di rivivere l\u2019esperienza traumatica (ibid.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i pi\u00f9 comuni <strong>disturbi dissociativi<\/strong> dell&#8217;ASD si segnalano i seguenti:<br \/>\n1) sensazione soggettiva di insensibilit\u00e0, distacco, o assenza di reattivit\u00e0 emozionale.<br \/>\n2) Riduzione della consapevolezza dell\u2019ambiente circostante (i.e. rimanere storditi).<br \/>\n3) Derealizzazione.<br \/>\n4) Depersonalizzazione.<br \/>\n5) Amnesia dissociativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il PTSD e l&#8217;ASD sono tipicamente associati ad esperienze particolarmente traumatiche, anche croniche, nel personale di intervento in situazioni di soccorso e di emergenza, ma non sono probabilmente i disturbi post-traumatici maggiormente frequenti in questo tipo di popolazione. I Disturbi dell&#8217;Adattamento, invece, appaiono essere come maggiormente frequenti. Sebbene meno gravi sul piano sintomatologico, in realt\u00e0 sono molto insidiosi perch\u00e9 possono essere pi\u00f9 facilmente nascosti e camuffati, e magari non&nbsp;essere pienamente compresi anche dagli operatori stessi, portandoli a trascurare il disagio e quindi ad aggravare i problemi in essere. La caratteristica fondamentale dei Disturbi dell\u2019Adattamento \u00e8 lo sviluppo di sintomi emotivi o comportamentali successivi all\u2019esposizione ad uno o pi\u00f9 eventi stressanti (anche traumatici) chiaramente identificabili. Tali sintomi devono svilupparsi entro 3 mesi dall\u2019esposizione all\u2019evento o agli eventi stressanti e devono risolversi entro 6 mesi dalla cessazione del fattore stressante o delle sue conseguenze. I sintomi principali possono essere problemi di ansia, depressione, impulsivit\u00e0, ritiro sociale, lamentele fisiche e, in generale, tutti i sintomi del PTSD e dell&#8217;ASD ma non tali per intensit\u00e0, durata o numero da soddisfare una diagnosi di PTSD o ASD.<br \/>\nIn realt\u00e0, sarebbe forse sarebbe pi\u00f9 opportuno concettualizzare alcuni Disturbi dell&#8217;Adattamento come PTSD sottosoglia o in remissione parziale (Sch\u00fctzwohl, Maercker, 1999), considerando il fatto che in un operatore dell&#8217;emergenza pu\u00f2 essere insorto un PTSD o un ASD che \u00e8 solo parzialmente superato, ma magari cronicizzato, oppure che un tale problema non soddisfa pienamente quanto richiesto dal DSM IV-TR, problema importante per porre una diagnosi, ma che non riguarda l&#8217;aspetto della sofferenza soggettiva della persona coinvolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, devono essere segnalati tutta una serie di sintomi e problematiche che difficilmente possono essere indicati con una diagnosi che li rappresenti esaustivamente, ma che nondimeno si rilevano problematiche con la maggior frequenza tra gli operatori dell&#8217;emergenza, siano essi professionisti o volontari:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; livelli di iperattivazione costante, con irritabilit\u00e0, aggressivit\u00e0, difficolt\u00e0 a rilassarsi, tensioni con familiari ed amici, insonnia o sonno poco riposante, disturbi gastrointestinali;<br \/>\n&#8211; stanchezza cronica o apatia;<br \/>\n&#8211; sensi di colpa ingiustificati;<br \/>\n&#8211; calo di appetito o iperfagia;<br \/>\n&#8211; calo della libido e disturbi sessuali;<br \/>\n&#8211; cinismo e senso di inutilit\u00e0 del proprio lavoro o della propria vita;<br \/>\n&#8211; abuso di sostanze (farmaci, alcol, stupefacenti);<br \/>\n&#8211; sentimenti di estraneit\u00e0 dalla vita &#8220;normale&#8221; e sensazione che l&#8217;unica dimensione all&#8217;interno della quale ci si sente adeguati sia quella dell&#8217;emergenza, eventualmente unita alla volont\u00e0 di eroismo a tutti i costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati provenienti dalla ricerca pi\u00f9 recente indicano chiaramente che i disturbi psicologici e psichiatrici sono ampiamente diffusi nel personale di soccorso. Ad esempio, utilizzando il General Health Questionnaire (GHQ), Ravenscroft (1994) ha verificato nel personale delle ambulanze di Londra una presenza di PTSD del 15%, ben al di sopra di quanto riscontrato nella popolazione generale, e nel personale dei Vigili del Fuoco \u00e8 stata riscontrata la presenza del 16,2% di PTSD (Corneill, 1993). Nella ricerca di Ravenscroft (ibid.) l\u2019applicazione del GHQ ha anche permesso di evidenziare la presenza di recenti disturbi o disagi mentali nel 52% del personale, la presenza di disturbi del sonno nel 25%, di avere difficolt\u00e0 a \u201cstaccare con i pensieri\u201d una volta terminato il lavoro nel 51%. La difficolt\u00e0 a gestire pensieri intrusivi sembra particolarmente evidente, ad esempio, in personale che ha effettuato interventi di rianimazione cardiopolmonare con esito infausto (Genest, 1990). Una diversa indicazione del disagio presentato dagli operatori presentato in seguito all\u2019esposizione ad eventi particolarmente coinvolgenti \u00e8 il notevole aumento di richiesto di psicoterapia (Colen, 1978).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prevenzione e cura. Alla luce dei fattori di rischio precedentemente accennati, si possono evidenziare le seguenti misure preventive e terapeutiche al fine di minimizzare il rischio dello stress post-traumatico negli operatori dell&#8217;emergenza o per intervenire su una condizione patologica in atto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 <strong>Strategie generali: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Selezione adeguata del personale.<br \/>\n&#8211; Ritmi di lavoro che consentano un adeguato riposo.<br \/>\n&#8211; Riduzione al minimo delle tensioni comunicative e politiche all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione che opera in emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 <strong>Strategie rivolte a piccoli o a grandi gruppi: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Spiegazione agli operatori delle modalit\u00e0 di manifestazioni pi\u00f9 tipiche dello stress legato a lavori in contesto di emergenza al fine di non trascurarle.<br \/>\n&#8211; Insegnamento di semplici e rapide tecniche di rilassamento o di autoipnosi (i.e. Giannantonio, Boldorini, 2002).<br \/>\n&#8211; Utilizzazione di strategie di defusing e debriefing (Solomon, Macy, 2003) per gli eventi critici rivolte con regolarit\u00e0 agli operatori al fine di&nbsp;consentire una adeguata condivisione tra colleghi delle tensioni emotive connesse al proprio operato. Si tratta di specifici gruppi di discussione strutturati e coordinati da un esperto nella gestione degli eventi critici che contribuiscono a ridurre l&#8217;impatto emotivo delle esperienze con le quali ci si \u00e8 confrontati. Interventi di questo tipo sono stati utilizzati recentemente, ad esempio, con il personale coinvolto di soccorso in occasione dell&#8217;attentato alle torri gemelle di New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 <strong>Interventi psicoterapeutici: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Sono state create specifiche strategie di intervento psicoterapeutico per intervenire sull\u2019operatore rimasto altamente coinvolto dagli eventi stressanti e\/o nel caso in cui esperienze in emergenza avessero destabilizzato un equilibrio psicologico precario . A questo scopo, la psicoterapia ipnotica, l&#8217;EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) e alcune strategie cognitivo-comportamentali hanno dimostrato una buona efficacia (ibid.).<\/p>\n<table style=\"width: 100%;\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td>Fonte: <a href=\"http:\/\/web.mclink.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/web.mclink.it<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\">\n<address><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>Le foto presenti sul sito sono state in larga parte reperite su Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo all\u2019indirizzo e-mail <a href=\"mailto:admin@soccorritori.ch\">admin@soccorritori.ch<\/a>, lo Staff provveder\u00e0 prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.<\/strong><\/span><\/address>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi decenni si sta assistendo ad un crescente interesse nei confronti delle&nbsp;reazioni allo stress dei soccorritori ed<\/p>\n","protected":false},"author":1153,"featured_media":7300,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"cybocfi_hide_featured_image":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-7284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-am"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-06-03 22:20:16","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1153"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7284"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7284\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7300"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}