{"id":5418,"date":"2016-03-10T17:29:54","date_gmt":"2016-03-10T16:29:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=5418"},"modified":"2016-03-10T17:29:54","modified_gmt":"2016-03-10T16:29:54","slug":"velocita-in-emergenza-perche-rovinarsi-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=5418","title":{"rendered":"Velocit\u00e0 in emergenza. Perch\u00e9 rovinarsi la vita?"},"content":{"rendered":"<p class=\"entry-title\"><em><strong>Velocit\u00e0 in emergenza. Perch\u00e9 rovinarsi la vita? una storia che vi far\u00e0 piangere e riflettere<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5421\" src=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20140825112023-sicurezza_interno_ambulanza-2.jpg\" alt=\"20140825112023-sicurezza_interno_ambulanza-2\" width=\"300\" height=\"138\" srcset=\"https:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20140825112023-sicurezza_interno_ambulanza-2.jpg 650w, https:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/20140825112023-sicurezza_interno_ambulanza-2-150x69.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Fino ad ora, nella mia carriera nel soccorso, ho gi\u00e0 perso 2 medici-colleghi e 6 infermieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Klaus, 42 anni, anestesista di Francofort, padre di due bambini;<br \/>\nSabine, 26 anni, una collega che stava finendo la sua specializzazione in chirurgia;<br \/>\nWerner, 31 anni, infermiere bravissimo giocatore di volley e bravissimo mago (sapeva dei trucchi davvero fantastici);<br \/>\nThomas, 25 anni, infermiere appena diventato pap\u00e0;<br \/>\nMarkus, 26 anni, DJ delle feste;<br \/>\nJutta, Matthias e Thorsten, tre infermieri rimasti feriti gravemente a causa dell\u2019alta velocit\u00e0 a cui viaggiavano sia i mezzi di soccorso che i mezzi in circolazione in cui si sono imbattuti per arrivare, il pi\u00f9 rapidamente possibile, da alcune emergenze che non avrebbero comunque avuto gravi conseguenze, se si fosse tardato un po\u2019.<br \/>\nNell\u2019eliosoccorso ho lavorato per sei anni. Quest\u2019esperienza mi ha dato la possibilit\u00e0 di vedere la bellezza della nostra terra dal cielo: i laghi, le colline, le montagne innevate\u2026stupendo. Dall\u2019alto potevo vedere anche tutte quelle migliaia di auto, nelle strade, nelle autostrade\u2026ognuna di loro avr\u00e0 una storia, ognuna di quelle persone all\u2019interno delle vetture, sta andando da qualche parte, portando con s\u00e9 la sua vita, i suoi sogni, i suoi problemi\u2026 Mi dava la sensazione di essere davvero piccolo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soccorso con l\u2019elicottero, ha tre immensi vantaggi rispetto a quello con l\u2019ambulanza:<br \/>\n\u2013 Arrivi velocemente dal paziente e arrivi velocemente all\u2019ospedale;<br \/>\n\u2013 Vedi da sopra il luogo in cui devi intervenire e puoi analizzare la dinamica dell\u2019evento (ad es. nel caso di incidenti stradali, usando il cannocchiale si pu\u00f2 vedere quale airbag \u00e8 scoppiato, se ci sono persone catapultate fuori e quale sia il posizionamento dei feriti), cos\u00ec atterrando hai gi\u00e0 un quadro della situazione;<br \/>\n\u2013 Non buchi, non trovi code, cantieri, ecc.<\/p>\n<p>Era settembre, una bellissima giornata di fine estate, con gli alberi di un colore verde intenso, il cielo fresco e chiaro. Era una giornata perfetta per gli interventi in elicottero.<\/p>\n<p>Volavamo per un intervento in codice rosso, per un sospetto infarto cardiaco. La centrale operativa ci ha chiamato solo come appoggio all\u2019ambulanza, visto che eravamo gi\u00e0 da quelle parti. Non avevamo fretta, perch\u00e9, nel caso l\u2019ambulanza fosse gi\u00e0 arrivata ed il medico ci avesse\u00a0segnalato che non era necessario l\u2019atterraggio, avremmo continuato il nostro volo.<\/p>\n<p>Infatti, l\u2019abbiamo vista avvicinarsi dalla strada sottostante.<\/p>\n<p>Tutti i piccoli che abitavano in campagna, facevano allegri cenni di saluto con la mano verso il nostro elicottero\u2026 ho tentato di ricambiare il loro saluto ma, da cos\u00ec lontano, non potevo certo pretendere che loro mi vedessero. Mi ha colpito molto una di loro, con una camicetta rosa fluorescente; impugnava stretto stretto il suo passeggino con la bambola, quasi per non farla volare via con tutta quell\u2019aria provocata dal nostro elicottero. L\u2019ambulanza, intanto, l\u00e0 sotto, correva all\u2019impazzata per quelle strade strette della campagna ed io, parlando attraverso le cuffie al pilota ed al tecnico, ricordavo quanta paura mi facesse quella velocit\u00e0, perch\u00e9 nemmeno con i migliori freni del mondo, nessun autista riuscirebbe a frenare in tempo per qualsiasi evenienza.<\/p>\n<p>Il pilota ha girato un pochino verso sinistra, l\u2019ambulanza \u00e8 entrata in paese dalla strada principale.<\/p>\n<p>Io, guardavo con il binocolo e calcolavo dall\u2019alto gli ultimi 300 mt.: la scuola materna, la chiesa, il parco giochi\u2026. \u201cmamma mia, spero che l\u2019ambulanza rallenti prima di arrivare l\u00ec\u201d pensavo. Volevo addirittura far chiamare l\u2019autista dal tecnico dell\u2019elicottero, per avvisarlo di andare un po\u2019 pi\u00f9 piano (in maniera diplomatica, naturalmente, visto che per lo pi\u00f9 si arrabbiano ed incominciano a insultare \u201cquegli arroganti\u201d che stanno in elicottero!). C\u2019erano bambini lungo la strada \u2026 c\u2019era anche quella piccolina dalla camicetta rosa fluorescente, che cercava di attraversare la strada per ritornare a casa. Guardava a destra e a sinistra, come i poliziotti insegnano ai bambini tedeschi fin dall\u2019asilo e poi di nuovo a destra e, se non si \u00e8 sicuri, si deve attendere ancora, continuando a guardare.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 successo da quei secondi in poi, \u00e8 stato pi\u00f9 veloce di ci\u00f2 che un cervello umano possa calcolare: ho chiesto al tecnico di chiamare immediatamente l\u2019ambulanza e l\u2019ho fatto con un\u2019ansia tremenda e con una crescente tachicardia. Solo allora ho capito che, anche se l\u2019ambulanza avesse frenato nello stesso istante in cui avevo chiesto al tecnico di alzareil telefono, sarebbe stato troppo tardi per evitare l\u2019impatto.<\/p>\n<p>Ho posato il binocolo ed ho visto ad occhio nudo, come il piccolo corpo di quella bambina venisse sbalzato in aria ad una distanza di circa trenta metri\u2026 trenta metri lontana dalla sua bambola, che ancora dormiva beata nel passeggino.<\/p>\n<p>La piccola dalla camicetta rosa fluorescente, \u00e8 morta sul colpo all\u2019impatto col mezzo, mentre il passeggino con dentro Helen, \u00e8 rimasto fermo al suo posto, anche dopo il nostro atterraggio, come per dimostrare alla sua piccola padroncina, che non serviva preoccuparsi tanto per il vento causato dall\u2019elicottero.<\/p>\n<p>Non Vi racconter\u00f2, in questa sede, tutti i dettagli dell\u2019intervento; solo Vi basti pensare, che si \u00e8 trattato pi\u00f9 che altro di un intervento di sostegno psicologico per tutte le altre persone coinvolte e per coloro che si trovavano a passare di l\u00ec per caso. Fortunatamente, il mio pilota non era riuscito a vedere la scena, perch\u00e9, per una piccola distrazione, il bilancio delle vittime avrebbe potuto essere addirittura pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p>I due infermieri sono stati portati via in stato di schock con altre due ambulanze, mentre noi siamo stati avvisati, che il meteo stava cambiando velocemente e dovevamo fare subito ritorno alla base, in quanto la visibilit\u00e0 sarebbe stata molto ridotta tra breve tempo. Il mio turno sarebbe terminato tra circa due ore e l\u2019elicottero avrebbe dovuto rientrare con urgenza: ho chiesto al pilota di ripartire da solo. Volevo fermarmi l\u00ec, con quei genitori, che nessuno pi\u00f9, in vita, avrebbe mai saputo consolare. \u201cSiamo a 150 km. da casa\u201d mi ha detto il tecnico, \u201ccome vuoi fare per rientrare?\u201d. Non ho risposto, ho salutato e sono andato via.<\/p>\n<p>Il paziente con il dolore toracico per il quale l\u2019ambulanza era stata allertata qualche tempo prima, aveva spaccato legna tutto il giorno ed accusa dolori di tipo muscolare. Gli infermieri trasportati in ospedale hanno smesso quel giorno di prestare servizio di emergenza e tutti e due<br \/>\n(uno di loro ha una bimba di due anni) continuano ad essere in terapia psichiatrica.<\/p>\n<p>La notte l\u2019ho trascorsa assieme ai genitori della piccola, a molti dei suoi parenti e ad alcune persone del paese cercando, con il mio silenzio, di poter essere d\u2019aiuto e di chiarire qualsiasi domanda e spiegando loro, che la loro bambina non aveva avuto il tempo di provare dolori, essendo morta immediatamente all\u2019impatto.<\/p>\n<p>La mattina dopo, in borghese, il pilota ed il tecnico, sono venuti per riportarmi a casa. Ho promesso che sarei tornato l\u00ec per il funerale, due giorni dopo ed ho chiesto di poter portare anche Helen, la bambola della piccina e di poterla appoggiare di fianco a lei al cimitero\u2026. E cos\u00ec ho fatto!<br \/>\nPossiamo metterci a discutere per altri cento anni, se la fine della piccola con la camicetta rosa fluorescente, sia stata decisa dal destino o dall\u2019incoscienza degli altri, fatto sta che, tutti noi, possiamo e dobbiamo imparare qualcosa da queste tragedie: chi va per strada, per lavoro o per questioni private, deve assumersi tutte le responsabilit\u00e0 del caso e cercare di pensare anche agli altri, oltre che a se stesso ed ai propri passeggeri.<\/p>\n<p>Per me, dopo anni passati a cercare di salvare vite umane sulle strade, non vale mai la pena correre, nemmeno per chi viaggia in ambulanza verso un\u2019emergenza. Certo, in alcuni casi vale ogni minuto in meno e sicuramente, in alcune situazioni si pu\u00f2 valutare se accelerare un po\u2019 di pi\u00f9, ma nella maggior parte delle uscite, anche arrivando 4-5 minuti pi\u00f9 tardi, non viene modificata la prognosi complessiva del paziente. \u201cUn soccorritore morto non serve a nessuno\u201d, cosiccome \u201c uccidere per andare a soccorrere, non \u00e8 giusto\u201d.<\/p>\n<p>Cerchiamo di auto convincerci, quando saliamo in macchina, che nelle strade dei paesi, strette e trafficate, possano uscire persone<br \/>\ninaspettatamente, animali che sbucano da un giardino, bambini che rincorrono una palla\u2026<br \/>\nViaggia e cerca di pensare a tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 succedere durante il tuo viaggio: aspettati l\u2019inaspettato e vedrai che non premerai pi\u00f9 quel piede sull\u2019acceleratore. Tu sei il responsabile di te stesso e di chi \u00e8 in auto con te!<\/p>\n<table style=\"width: 100%;\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.emergency-live.com\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.emergency-live.com\/<\/a> &#8211; Rommel Jadaan, medico, Specialista di Medicina Interna e di Medicina d\u2019urgenza SUEM 118, Crespano del Grappa.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\">\n<address><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>Le foto presenti sul sito sono state in larga parte reperite su Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo all\u2019indirizzo e-mail <a href=\"mailto:admin@soccorritori.ch\">admin@soccorritori.ch<\/a>, lo Staff provveder\u00e0 prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.<\/strong><\/span><\/address>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Velocit\u00e0 in emergenza. 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