{"id":4144,"date":"2017-10-19T10:00:41","date_gmt":"2017-10-19T08:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=4144"},"modified":"2017-10-19T12:50:48","modified_gmt":"2017-10-19T10:50:48","slug":"rianimazione-la-scienza-della-resurrezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=4144","title":{"rendered":"Rianimazione: la scienza della resurrezione"},"content":{"rendered":"<p><em>Oggi le tecniche di rianimazione sono cos\u00ec avanzate da riuscire nell\u2019impossibile: riportare in vita persone dopo ore di morte clinica. Per esempio, &#8220;congelandole&#8221;, come racconta il libro di un medico americano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-4148\" src=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Cervello-etica-senso-religioso-aree.jpg\" alt=\"Cervello-etica-senso-religioso-aree\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Cervello-etica-senso-religioso-aree.jpg 450w, https:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Cervello-etica-senso-religioso-aree-150x101.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il primo, o almeno il pi\u00f9 famoso, fu Lazzaro, ma per la scienza non costituisce un precedente. Pi\u00f9 interessante, per i medici, \u00e8 il caso di Joseph Tiralosi, che oggi ha 60 anni, quattro anni fa mor\u00ec e poi torn\u00f2 in vita. Portato d\u2019urgenza al New York Presbyterian Hospital in un giorno d\u2019agosto del 2009, in seguito a un infarto, il suo cuore smise di battere per 47 lunghissimi minuti. I medici tentarono di tutto su quello che, di fatto, era un uomo morto: rianimazione cardiopolmonare, defibrillatore, iniezioni di adrenalina. Per impedire che le cellule cerebrali, senza pi\u00f9 ossigeno, andassero incontro a danni irreversibili, fecero scendere la temperatura corporea di Tiralosi da 37 a 33 gradi. Finch\u00e9, dopo quasi un\u2019ora, il suo cuore torn\u00f2 a battere. Poco dopo si ferm\u00f2 nuovamente per 15 minuti. E di nuovo i medici lo riportarono indietro. Per tutto questo tempo (un totale di 24 ore) il suo corpo rimase in uno stato di raffreddamento indotto. Passata l\u2019emergenza, rest\u00f2 in coma farmacologico per quattro giorni. Quando lo risvegliarono, era fuori pericolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u00abscienza della resurrezione\u00bb \u00e8 ci\u00f2 di cui racconta il libro<i> Erasing Death (cancellare la morte)<\/i> del medico americano Sam Parnia, specialista in tecniche di rianimazione allo Stony Brook university medical center. Resurrezione \u00e8 una parola che pu\u00f2 apparire eccessiva (sa un po\u2019 di miracolo), ma in certi casi le tecniche di rianimazione sfiorano davvero l\u2019impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa morte\u00bb scrive Parnia \u00abnon \u00e8 un singolo istante, ma un processo biologico che pu\u00f2 essere interrotto. E quello che porta i neuroni da uno stato potenzialmente reversibile di danno cellulare a uno stato di morte irreversibile prosegue da pochi minuti ad alcune ore\u00bb. L\u2019ipotermia, effettuata oggi negli ospedali pi\u00f9 attrezzati, ha in tutto ci\u00f2 un ruolo determinante: nel 2011 (altro caso celebre) l\u2019inglese Arun Bhasin, 53 anni, fu \u00abresuscitato\u00bb dopo tre ore e mezzo grazie a una macchina che effettu\u00f2 sul cuore 100 compressioni al minuto e al raffreddamento corporeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl concetto di morte cerebrale resta qualcosa di irreversibile, non c\u2019\u00e8 niente da fare\u00bb precisa Giorgio Della Rocca, che dirige la Clinica di anestesiologia e rianimazione all\u2019Universit\u00e0 di Udine. \u00abDopo un arresto cardiaco, per\u00f2, l\u2019ipotermia indotta, che fa scendere la temperatura interna fino ai 33 gradi, consente di rallentare il metabolismo del sistema nervoso centrale e di allontanare il danno ai neuroni che pu\u00f2 insorgere durante le manovre cardiopolmonari. In genere non si scende oltre i 33 gradi, altrimenti si rischia di perdere il controllo della coagulazione. Dopo 24 ore si riprende il riscaldamento\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I modi per \u00abibernare\u00bb il corpo sono diversi: speciali bendaggiattaccati al corpo, dotati di termometro interno e con acqua fredda circolante; cateteri inseriti nei vasi sanguigni in modo che il paziente sia raffreddato dall\u2019interno; oppure (un metodo pi\u00f9 nuovo ma meno frequente) si usa un liquido freddo che vaporizza rapidamente ed \u00e8 spruzzato direttamente nel naso. Secondo uno studio condotto da ricercatori di Norway su 69 pazienti per due anni, l\u2019ipotermia ha aumentato la percentuale di sopravvivenza dal 26 al 56 per cento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scienza della resurrezione non si limita a congelare le persone. \u00c8 anche in grado di prendere il sangue di un paziente che rischia la morte e di farlo circolare esternamente, eliminando l\u2019anidride carbonica e fornendo ossigeno. I medici lo fanno con l\u2019Ecmo, sigla che sta per extra corporeal membrane oxygenation (ossigenazione extracorporea a membrana). \u00abDopo questo trattamento il sangue viene rimesso in circolo. L\u2019Ecmo ha garantito la sopravvivenza di malati cinque-sette ore dopo un arresto cardiaco\u00bb scrive Parnia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019Ecmo \u00e8 un\u2019evoluzione tecnologicoculturale della circolazione extracorporea, usata in cardiochirurgia a cuore fermo. Consente di fronteggiare sia l\u2019insufficienza respiratoria acuta sia quella cardiaca\u00bb aggiunge Alberto Zangrillo, direttore dell\u2019Unit\u00e0 operativa di anestesia e rianimazione cardio- oraco-vascolare al San Raffaele di Milano. \u00abMettiamo il malato in circolazione extracorporea per mantenere a riposo la funzione del cuore e dei polmoni compromessi, che vengono cos\u00ec bypassati. Tutta la tecnologia della rianimazione, del resto, \u00e8 in uno stato straordinario di evoluzione, e l\u2019esperienza clinica ci insegna che non \u00e8 giusto porci limiti temporali, quando capiamo che c\u2019\u00e8 uno spazio terapeutico per agire\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, oggi, ipotermia ed Ecmo sono in grado di riportare in vita le persone, il futuro della rianimazione \u00e8 ancora pi\u00f9 affascinante. Negli ultimi incontri dell\u2019American heart association sono state presentate tecniche per cui si inseriscono molecole di ossigeno all\u2019interno di microparticelle di grasso: iniettando nel sangue milioni di queste molecole, si potrebbero ossigenare artificialmente gli organi di un malato, compreso il cervello, anche quando il cuore si \u00e8 fermato. Finora la tecnica \u00e8 stata testata sugli animali, con risultati incoraggianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avere spostato in avanti la soglia tra vita e morte (almeno in casi selezionati) apre la strada a domande che vanno oltre la medicina. Joe Tiralosi, dopo il suo risveglio, raccont\u00f2 un\u2019esperienza di \u00abpremorte\u00bb: il classico tunnel di luce e cos\u00ec via. Fenomeni per i quali sono state ipotizzate spiegazioni scientifiche: forse causati da mancanza di ossigeno, forse allucinazioni, forse gli ultimi soprassalti del cervello. \u00abCosa succede quando il cuore smette di battere? Esternamente \u00e8 come se la mente, ci\u00f2 che chiamiamo io o anima, svanisse. Per\u00f2 \u00e8 l\u00ec\u00bb riflette Parnia (che non avanza alcuna risposta). \u00abQuanto a lungo continui, non lo so. Ma so che, almeno per qualche ora, il periodo di tempo che impieghiamo per riportare indietro una persona, la coscienza di s\u00e9 continua a esistere\u00bb.<\/p>\n<table style=\"width: 100%;\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.panorama.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.panorama.it\/<\/a> &#8211; Daniela Mattalia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\">\n<address><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>Le foto presenti sul sito sono state in larga parte reperite su Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo all\u2019indirizzo e-mail <a href=\"mailto:admin@soccorritori.ch\">admin@soccorritori.ch<\/a>, lo Staff provveder\u00e0 prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.<\/strong><\/span><\/address>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi le tecniche di rianimazione sono cos\u00ec avanzate da riuscire nell\u2019impossibile: riportare in vita persone dopo ore di<\/p>\n","protected":false},"author":1153,"featured_media":4162,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"cybocfi_hide_featured_image":"","footnotes":"","_wpscppro_dont_share_socialmedia":false,"_wpscppro_custom_social_share_image":0,"_facebook_share_type":"","_twitter_share_type":"","_linkedin_share_type":"","_pinterest_share_type":"","_linkedin_share_type_page":"","_instagram_share_type":"","_medium_share_type":"","_threads_share_type":"","_google_business_share_type":"","_selected_social_profile":[],"_wpsp_enable_custom_social_template":false,"_wpsp_social_scheduling":{"enabled":false,"datetime":null,"platforms":[],"status":"template_only","dateOption":"today","timeOption":"now","customDays":"","customHours":"","customDate":"","customTime":"","schedulingType":"absolute"},"_wpsp_active_default_template":true},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4144","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-am"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-16 05:57:23","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1153"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4144"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4144\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4162"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}