{"id":3044,"date":"2014-11-24T10:00:55","date_gmt":"2014-11-24T09:00:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=3044"},"modified":"2014-11-22T10:18:48","modified_gmt":"2014-11-22T09:18:48","slug":"il-ruolo-del-defibrillatore-nellacr-preospedaliero-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=3044","title":{"rendered":"Il ruolo del defibrillatore nell\u2019ACR preospedaliero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">I defibrillatori ad onda monofasica sono stati introdotti prima e nonostante vengono fabbricati in piccole quantit\u00e0 molti sono ancora in uso e la maggior parte di questi utilizza l\u2019onda monofasica sinusoidale smorzata (MDS). A causa dei problemi tecnologici (dimensioni, peso, facilit\u00e0 d\u2019uso e costo) la diffusione dei defibrillatori monofasici \u00e8 stata limitata. Questi problemi, in parte derivanti dal fatto che necessitano energie superiori, non hanno permesso di attuare progetti di defibrillazione precoce.<span id=\"more-638\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019onda bifasica invece ha permesso di superare i molti vincoli tecnologici dell\u2019onda monofasica, consentendo di progettare defibrillatori pi\u00f9 leggeri, pi\u00f9 piccoli e facili da usare con minor costo. Infatti quasi tutti i defibrillatori manuali e AED venduti oggi usano delle onde bifasiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3047 size-full\" src=\"http:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/defibrillatore.jpg\" alt=\"dv1881049\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/defibrillatore.jpg 300w, https:\/\/www.soccorritori.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/defibrillatore-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma quale \u00e8 l\u2019onda di defibrillazione pi\u00f9 efficace?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerosi studi su animali e umani nei laboratori di elettrofisiologia hanno dimostrato a parit\u00e0 di energia utilizzata nella defibrillazione, una <strong>superiorit\u00e0<\/strong> dell\u2019onda bifasica rispetto alla monofasica per quando riguarda la sicurezza ed efficacia nella terminazione della fibrillazione ventricolare (VF), ed una uguale efficacia se si utilizzano onde bifasiche con energia inferiore. Inoltre sia le anomalie nell\u2019ECG che la depressione della funzione del miocardio post shock erano inferiori con bifasici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c9 nel prehospital?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019out of hospital cardiac arrest (OHCA) da VF, il tempo trascorso tra insorgenza della VF e la scarica del defibrillatore \u00e8 superiore che in laboratorio e come abbiamo visto nel post precedente, la cardiopatia ischemica che \u00e8 la causa principale, richiede energia maggiore per la defibrillazione. Studi osservazionali con defibrillatori bifasici hanno mostrato ugualmente un\u2019alta efficacia nella defibrillazione in prehospital.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso analizziamo i trial clinici che paragonano i due tipi di defibrillatori, inseriti nelle linee guida AHA\/ILCOR 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u03b1) Trial ORCA<\/strong> (Multicenter, Randomized, Controlled Trial of 150-J Biphasic Shocks Compared With 200- to 360-J Monophasic Shocks in the Resuscitation of Out-of-Hospital Cardiac Arrest Victims). Trial europeo che ha coinvolto sia paramedici che medici in accordo con le linee guida European Resuscitation Council del 1998. Inclusi 115 pz in OHCA da VF, 61 hanno ricevuto shock monofasici con onda sinusoidale smorzata o esponenziale troncata a 200-200-360 j (3 shock in successione) e 54 shock bifasici (esponenziale troncata impedenza compensata, ICBTE) ad energia 150 j fissa (3 shock in successione). Outcome primario: la percentuale dei pz defibrillati nella prima serie di \u2264 3 shocks (defibrillazione definita come terminazione di VF per \u2265 5 sec non tenendo conto dei parametri emodinamici) erano 42\/61 (69%) con il monofasico e 53\/54 (98%) con il bifasico P&lt; 0.0001. <strong>ROSC<\/strong> (54% monofasico vs 76% bifasico <strong>P=0.01<\/strong>), invece nessuna differenza nella sopravvivenza all\u2019ammissione ospedaliera e alla dimissione. La sopravvivenza con buon esito neurologico era superiore nei pz resuscitati con il bIfasico (87% vs 53% <strong>p=0.04<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u03b2) A prospective randomised and blinded comparison of first shock success of monophasic and biphasic waveforms in out-of-hospital cardiac arrest, che confrontava due tipi di defibrillatori esterni automatici<strong> (AED)<\/strong><em>,<\/em> uno con onda MDS e l\u2019altro con onda BTE (i primi soccorritori non erano ne paramedici ne medici). Con tutti e due AED, si sono utilizzate energie crescenti 200-200-360 j secondo linee guida AHA\/ILCOR 2000. In 29 mesi, l AED \u00e8 stato attaccato in <strong>217<\/strong> pz e <strong>123 (57%)<\/strong> avevano come ritmo iniziale VF. <strong>69<\/strong> sono stati defibrillati con <strong>MDS<\/strong> e <strong>51<\/strong> con <strong>BTE. <\/strong>Outcome primari; la terminazione di VF dopo il primo shock e ritorno a un ritmo organizzato (almeno 2 complessi ORS con morfologia simile e distanza massima &lt; 5s) entro il 1 minuto dalla scarica era <strong>1.5 volte<\/strong> superiore per il <strong>BTE (35\/51, 69%)<\/strong> che per il <strong>MDS (31\/69, 45%)<\/strong> <strong>P 0.01<\/strong>. La terminazione VF a 5 sec dopo primo shock <strong>BTE (50\/51,98%)<\/strong> e <strong>MDS<\/strong> <strong>(63\/69, 91%)<\/strong> <strong>P 0.12.<\/strong> Il ROSC 31<strong>\/51 (61%)<\/strong> nel <strong>BTE e 45\/69 (65%)<\/strong> nel gruppo <strong>MDS P 0.62<\/strong>. Sopravvivenza all\u2019ammissione all\u2019ospedale <strong>BTE 20\/51 (40%) MDS 33\/69 (48%)<\/strong> <strong>P<\/strong> <strong>0.35.<\/strong> Sopravvivenza alla dimissione dall\u2019ospedale <strong>BTE 7\/51 (14%) MDS 13\/69 (19%) P 0.46<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u03b3) Trial ORBIT ( Out-of-hospital cardiac arrest rectilinear biphasic to monophasic damped sine defibrillation waveforms with advanced life support intervention trial). 169 pz in OHCA da VF trattati con defibrillatori manuali a onda bifasica rettilinea <strong>(RLB) <\/strong>e onda monofasica sinusoidale smorzata <strong>(MDS) <\/strong>da personale paramedico secondo linee guida AHA\/ilCOR 2000. L\u2019energia utilizzata per la defibrillazione per il RLB era 120-150-200J, mentre per il MDS 200-300-360J. La conversione ad un ritmo organizzato a 5 sec dopo 1-3 shock con RLB era superiore che con la MDS <strong>(52% verso 34%, P=0.01)<\/strong>. Dopo solo il primo shock <strong>23%<\/strong> verso <strong>12% (P=0.07)<\/strong>. Nessuna differenza nel ROSC<strong> (47%, 47%),<\/strong> sopravvivenza nelle 24h <strong>(31%, 27%), <\/strong>alla dimissione ospedaliera <strong>(9%, 7%), <\/strong>e sopravvivenza a 30 giorni <strong>(8%, 7%)<\/strong>. Un buono score CPC=1 (cerebral performance category ) alla dimissione non era statisticamente significativo tra il RLB (57%) e il MDS (50%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u03b4) Il trial TIMBER (Transthoracic incremental monophasic versus biphasic defibrillation by emergency responders), <strong>168<\/strong> pz in OHCA da VF sono stati trattati, secondo linee guida AHA\/ILCOR 2000, con una scarica monofasica sinusoidale smorzata (80pz, 48%) e bifasica esponenziale troncata (68pz, 40%) a livelli d\u2019energia crescenti 200-200-360 J per tutti i pz (personale paramedico-medico con defibrillatori manuali e AED secondo linee guida AHA\/ILCOR 2000). Nessuna differenza statisticamente significativa tra le due forme d\u2019onda per quando riguarda la terminazione della VF, ripristino di un ritmo organizzato, ROSC, sopravvivenza all\u2019ammissione all\u2019ospedale, sopravvivenza dopo l\u2019arresto cardiaco e outcome neurologico alla dimissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u03b5) Nel Rectilinear biphasic waveform defibrillation of out-of-hospital cardiac arrest il defibrillatore con l\u2019onda RLB ha terminato la VF con percentuali superiori e utilizzando meno energia rispetto al MDS (<strong>67%<\/strong> 120J RLB , vs <strong>48%<\/strong> 200J MDS, <strong>p &lt; 0.0025<\/strong>). ROSC <strong>25%,<\/strong> vs <strong>15%<\/strong> <strong>p = 0.05.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>And the winner is ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nessuno dei studi controllati randomizzati extraospedalieri \u00e8 stato capace di mostrare nell arresto cardiaco da VF, un aumento della sopravvivenza nell\u2019ammissione o dismissione dall\u2019ospedale dell\u2019onda bifasica rispetto alla monofasica, nonostante la migliore efficacia della scarica bifasica nel terminare la VF con livelli di energia simili o inferiori.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 tra i defibrillatori bifasici chi \u00e8 il migliore?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le configurazioni della scarica con forma d\u2019onda bifasica differiscono fra i vari produttori e nessuna delle configurazioni \u00e8 stata confrontata direttamente con altre nell\u2019uomo in termini di efficacia relativa, ne tantomeno \u00e8 stata determinata l\u2019energia ottimale nella prima scarica, il rapporto ottimale tra la durata della prima fase e quello della seconda fase, l\u2019ampiezza di picco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Servono sicuramente ulteriori studi e probabilmente defibrillatori basati non sui livelli d\u2019energia ma in grado di erogare shock in funzione del valore della corrente transtoracica desiderata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, vista l\u2019efficacia della defibrillazione bifasica nella terminazione della VF rispetto alla monofasica, si \u00e8 ipotizzato che una fase addizionale potesse migliorare l\u2019efficacia. Sono comparsi quindi defibrillatori trifasici e addirittura quadrifasici. Da studi sugli animali sembrerebbe che i multifasici defibrillino con impiego di minor energia (risultati contrastanti) causando minore disfunzione post shock cardiaca. Tutt\u2019oggi non ci sono studi su umani che confrontano defibrillatori multifasici con i bifasici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>In conclusione:<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sopravvivenza nell\u2019arresto cardiaco dipende da 5 fattori chiave;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) Immediato riconoscimento dell\u2019arresto cardiaco e attivazione del sistema di risposta alle emergenze<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) Rianimazione cardiopolmonare precoce (RCP)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) Defibrillazione precoce<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4) Supporto vitale avanzato (ACLS, Advanced Cardiovascular Life Support)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5) assistenza post <em>arresto<\/em> cardiaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si evince la defibrillazione rappresenta solo uno dei cinque fattori. Potrebbe essere quindi difficile riscontrare dei miglioramenti significativi nei tassi di ROSC, ammissione e dimissione ospedaliera modificando semplicemente le caratteristiche del defibrillatore<br \/>\nIn attesa di nuovi sviluppi, le linee guida AHA 2010 per RCP (rianimazione cardiopolmonare) ed ECC (assistenza cardiovascolare di emergenza) consigliano:<\/p>\n<p>1) In assenza di defibrillatori bifasici, \u00e8 accettabile ricorrere a quelli monofasici (Classe II, LOE B).<\/p>\n<p>2) i livelli d\u2019energia da applicare per la defibrillazione con i monofasici \u00e8 360 j, mentre per i bifasici la dose di energia \u00e8 quella consigliata dal produttore (120-200j, Class I LOE B). Se non si conosce la dose consigliata bisogna defibrillare alla dose massima (Class IIb LOE C) e se la scarica iniziale non \u00e8 in grado di eliminare la VF i livelli successivi di energia devono essere almeno equivalenti e se possibile superiori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table style=\"width: 100%;\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Fonte: <a href=\"http:\/\/prehospitalemergency.com\/\" target=\"_blank\">http:\/\/prehospitalemergency.com\/<\/a>&#8211; Dott. Giorgio Diakidis<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\">\n<address><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>Le foto presenti sul sito sono state in larga parte reperite su Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo all\u2019indirizzo e-mail <a href=\"mailto:admin@soccorritori.ch\">admin@soccorritori.ch<\/a>, lo Staff provveder\u00e0 prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.<\/strong><\/span><\/address>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I defibrillatori ad onda monofasica sono stati introdotti prima e nonostante vengono fabbricati in piccole quantit\u00e0 molti sono<\/p>\n","protected":false},"author":1153,"featured_media":3047,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"cybocfi_hide_featured_image":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3044","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-am"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-04-19 10:53:50","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3044","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1153"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3044"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3044\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3044"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3044"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}