{"id":15914,"date":"2026-09-15T10:07:08","date_gmt":"2026-09-15T08:07:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=15914"},"modified":"2026-09-15T10:07:08","modified_gmt":"2026-09-15T08:07:08","slug":"le-cinque-fasi-della-morte-secondo-elisabeth-kubler-ross","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=15914","title":{"rendered":"Le cinque fasi della morte secondo Elisabeth K\u00fcbler-Ross"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione.<\/strong> Sono le cinque fasi pi\u00f9 frequentemente associate al nome di Elisabeth K\u00fcbler-Ross, la psichiatra svizzera che contribu\u00ec in modo significativo a modificare il modo in cui la medicina e la societ\u00e0 occidentale affrontavano il tema della morte e del morire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello, pubblicato nel 1969 nel volume <em>On Death and Dying<\/em>, \u00e8 diventato uno dei concetti pi\u00f9 conosciuti nell&#8217;ambito della psicologia della morte e del lutto. La sua influenza \u00e8 stata enorme, ma altrettanto importante \u00e8 comprenderne correttamente i limiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il soccorritore, infatti, le cinque fasi non devono essere utilizzate come una sorta di \u00abchecklist psicologica\u00bb per stabilire in quale fase si trovi un paziente. La loro utilit\u00e0 risiede soprattutto nella possibilit\u00e0 di comprendere alcune delle molteplici reazioni che una persona pu\u00f2 manifestare quando si confronta con una malattia grave, una prognosi infausta, la morte imminente o una perdita.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Elisabeth K\u00fcbler-Ross: una pioniera nello studio della morte<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elisabeth K\u00fcbler-Ross nacque a Zurigo nel 1926 e si form\u00f2 in medicina e psichiatria. Nel corso della sua attivit\u00e0 professionale entr\u00f2 in contatto con numerosi pazienti affetti da malattie terminali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un&#8217;epoca nella quale la morte veniva frequentemente considerata un argomento da evitare, K\u00fcbler-Ross cerc\u00f2 di riportare al centro dell&#8217;attenzione la persona morente, dando spazio alla sua esperienza, alle sue emozioni e alla sua necessit\u00e0 di essere ascoltata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo lavoro si basava principalmente su colloqui e osservazioni di pazienti gravemente malati. Nel 1969 pubblic\u00f2 <em>On Death and Dying<\/em>, opera che avrebbe avuto un&#8217;enorme influenza sulla medicina, sulla psicologia e successivamente sulle cure palliative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello delle cinque fasi nasce quindi originariamente <strong>dallo studio delle reazioni di persone con malattia terminale<\/strong>, e non da studi sistematici sul lutto nella popolazione generale.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Le cinque fasi<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cinque fasi vengono generalmente indicate con l&#8217;acronimo inglese <strong>DABDA<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Denial \u2013 Anger \u2013 Bargaining \u2013 Depression \u2013 Acceptance<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ovvero:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negazione \u2013 Rabbia \u2013 Contrattazione \u2013 Depressione \u2013 Accettazione.<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">1. Negazione<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>negazione<\/strong> pu\u00f2 rappresentare una delle prime reazioni di fronte a una diagnosi grave o alla consapevolezza della morte imminente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persona pu\u00f2 manifestare incredulit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abNon pu\u00f2 essere vero.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure pu\u00f2 minimizzare la situazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abI medici si sono sicuramente sbagliati.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La negazione pu\u00f2 svolgere una funzione psicologica di protezione. Una realt\u00e0 particolarmente dolorosa pu\u00f2 essere assimilata progressivamente, anzich\u00e9 essere affrontata tutta in una volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persona pu\u00f2 quindi avere bisogno di tempo per comprendere e integrare le informazioni ricevute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il ruolo del soccorritore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a una persona che nega la propria condizione, il soccorritore dovrebbe evitare lo scontro diretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frasi come <em>\u00abDeve accettare quello che sta succedendo\u00bb<\/em> sono generalmente poco utili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 invece preferibile mantenere un atteggiamento calmo, rispettoso e non giudicante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soccorritore pu\u00f2 ascoltare, lasciare spazio alle domande e comunicare esclusivamente le informazioni che rientrano nel proprio ruolo e nelle proprie competenze.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">2. Rabbia<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>rabbia<\/strong> pu\u00f2 emergere quando la persona inizia a confrontarsi con la realt\u00e0 della propria situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 essere diretta verso:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>i familiari;<\/li>\n<li>il personale sanitario;<\/li>\n<li>il sistema sanitario;<\/li>\n<li>Dio o la propria fede;<\/li>\n<li>altre persone;<\/li>\n<li>s\u00e9 stessi;<\/li>\n<li>la situazione nel suo complesso.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda <em>\u00abPerch\u00e9 proprio a me?\u00bb<\/em> \u00e8 particolarmente rappresentativa di questa fase.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rabbia, tuttavia, non deve essere interpretata esclusivamente come aggressivit\u00e0. Pu\u00f2 essere l&#8217;espressione di paura, frustrazione, impotenza e perdita del controllo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Quando il paziente diventa aggressivo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto preospedaliero, il soccorritore pu\u00f2 trovarsi davanti a un paziente verbalmente aggressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 importante distinguere, quando possibile, tra <strong>aggressivit\u00e0 legata alla situazione emotiva<\/strong> e <strong>aggressivit\u00e0 che rappresenta un concreto rischio per la sicurezza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sicurezza dell&#8217;equipaggio e del paziente rimane sempre prioritaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando non vi sono rischi immediati, un atteggiamento calmo, una comunicazione non provocatoria e l&#8217;ascolto possono contribuire a ridurre la tensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rabbia del paziente non dovrebbe essere automaticamente vissuta come un attacco personale.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">3. Contrattazione<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>contrattazione<\/strong> rappresenta il tentativo di trovare una possibilit\u00e0 per modificare, posticipare o controllare l&#8217;evento temuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possono comparire pensieri come:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abSe faccio tutto quello che mi dicono, forse guarir\u00f2.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">oppure:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abVorrei solo riuscire ad arrivare al matrimonio di mia figlia.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persona cerca una sorta di \u00abaccordo\u00bb con la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni casi la contrattazione pu\u00f2 assumere anche una dimensione spirituale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abSe Dio mi concede ancora del tempo, far\u00f2\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa fase evidenzia un elemento fondamentale dell&#8217;esperienza della malattia grave: <strong>il bisogno di mantenere un certo grado di controllo quando la situazione sembra completamente fuori controllo.<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il ruolo del soccorritore<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 importante non alimentare aspettative irrealistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soccorritore non dovrebbe promettere:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>guarigioni;<\/li>\n<li>prognosi favorevoli;<\/li>\n<li>tempi di sopravvivenza;<\/li>\n<li>risultati terapeutici.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo, non \u00e8 necessario contraddire bruscamente ogni speranza del paziente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una comunicazione professionale pu\u00f2 riconoscere l&#8217;emozione senza fornire false rassicurazioni.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">4. Depressione<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>depressione<\/strong>, nel modello di K\u00fcbler-Ross, rappresenta il momento nel quale la consapevolezza della perdita o della morte pu\u00f2 diventare particolarmente pesante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persona pu\u00f2 manifestare:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>tristezza;<\/li>\n<li>pianto;<\/li>\n<li>isolamento;<\/li>\n<li>silenzio;<\/li>\n<li>perdita di interesse;<\/li>\n<li>senso di impotenza;<\/li>\n<li>paura;<\/li>\n<li>preoccupazione per i familiari;<\/li>\n<li>difficolt\u00e0 a parlare della situazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 importante non confondere automaticamente questa reazione con una <strong>depressione clinica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto della malattia terminale, tristezza e sofferenza emotiva possono rappresentare reazioni comprensibili alla situazione vissuta.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il valore del silenzio<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soccorritore pu\u00f2 avere la tendenza a cercare immediatamente qualcosa da dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sempre \u00e8 necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In determinate situazioni, rimanere accanto al paziente, mantenere una presenza discreta e permettere alla persona di parlare o semplicemente di rimanere in silenzio pu\u00f2 essere pi\u00f9 utile di una serie di frasi rassicuranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frasi come <em>\u00abDeve essere forte\u00bb<\/em> oppure <em>\u00abNon pensi al peggio\u00bb<\/em> possono involontariamente minimizzare ci\u00f2 che la persona sta vivendo.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">5. Accettazione<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong>accettazione<\/strong> \u00e8 generalmente descritta come una progressiva capacit\u00e0 di confrontarsi con la realt\u00e0 della propria condizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non significa necessariamente:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>essere felici;<\/li>\n<li>non avere pi\u00f9 paura;<\/li>\n<li>essere rassegnati;<\/li>\n<li>non provare tristezza.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;accettazione pu\u00f2 semplicemente indicare che la persona \u00e8 maggiormente in grado di riconoscere la realt\u00e0 e di concentrare le proprie energie su ci\u00f2 che per lei \u00e8 importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possono emergere esigenze pratiche e personali:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>parlare con i familiari;<\/li>\n<li>sistemare questioni personali;<\/li>\n<li>esprimere desideri;<\/li>\n<li>affrontare questioni spirituali;<\/li>\n<li>organizzare gli ultimi periodi della propria vita.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche questa fase, tuttavia, non deve essere considerata obbligatoria.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Le cinque fasi non sono una scala da percorrere<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 probabilmente questo il punto pi\u00f9 importante per chi lavora nell&#8217;assistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello viene spesso rappresentato graficamente come:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negazione \u2192 Rabbia \u2192 Contrattazione \u2192 Depressione \u2192 Accettazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa rappresentazione pu\u00f2 per\u00f2 generare un&#8217;interpretazione errata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone <strong>non attraversano necessariamente tutte le fasi<\/strong> e non lo fanno necessariamente nell&#8217;ordine indicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una persona pu\u00f2:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>passare dalla rabbia alla tristezza;<\/li>\n<li>tornare alla negazione;<\/li>\n<li>vivere contemporaneamente rabbia e paura;<\/li>\n<li>non manifestare mai una vera fase di accettazione;<\/li>\n<li>apparire serena in un momento e profondamente angosciata poco dopo;<\/li>\n<li>reagire in maniera completamente diversa rispetto a ci\u00f2 che ci si aspetterebbe.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La letteratura contemporanea ha evidenziato proprio questo limite: non esiste una solida evidenza scientifica che dimostri che il lutto o l&#8217;adattamento alla morte seguano cinque fasi universali e sequenziali.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">K\u00fcbler-Ross e il lutto: una distinzione importante<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un errore molto diffuso consiste nell&#8217;affermare che K\u00fcbler-Ross abbia elaborato le cinque fasi specificamente per descrivere il <strong>lutto dei familiari<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro originale del 1969 era principalmente rivolto alle persone <strong>morenti<\/strong>, sulla base delle interviste con pazienti affetti da malattie terminali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente il modello \u00e8 stato ampiamente applicato anche al lutto e alla perdita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa estensione ha contribuito enormemente alla diffusione delle cinque fasi, ma \u00e8 anche una delle ragioni principali per cui il modello \u00e8 stato criticato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca contemporanea sottolinea infatti che il lutto \u00e8 un processo estremamente variabile e che non pu\u00f2 essere ridotto a una successione prestabilita di emozioni.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 il modello \u00e8 stato criticato?<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Mancanza di una progressione universale<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 dimostrato che tutte le persone attraversino le cinque fasi.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Mancanza di linearit\u00e0<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le emozioni possono oscillare nel tempo. Una persona pu\u00f2 sembrare aver accettato la propria situazione e successivamente tornare a manifestare rabbia, paura o negazione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Origine del modello<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello originale derivava principalmente da osservazioni e colloqui con persone terminali, piuttosto che da uno studio sperimentale sistematico del processo del lutto.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Rischio di medicalizzare il lutto<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se utilizzato rigidamente, il modello pu\u00f2 portare una persona a pensare:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abSto vivendo il lutto nel modo sbagliato.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 particolarmente problematico quando una persona non manifesta una determinata fase oppure non raggiunge quella che viene definita \u00abaccettazione\u00bb.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Il contributo storico di K\u00fcbler-Ross<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Criticare il modello non significa negare l&#8217;importanza storica di K\u00fcbler-Ross.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo lavoro ha contribuito a dare <strong>voce al paziente morente<\/strong> e a spostare l&#8217;attenzione dalla sola dimensione biologica della malattia alla dimensione psicologica, relazionale ed esistenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo cambiamento ha avuto un&#8217;importanza significativa nello sviluppo della medicina moderna e delle cure palliative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua capacit\u00e0 di ascoltare pazienti terminali e di portare il tema della morte all&#8217;interno della discussione medica ha contribuito a modificare il modo in cui professionisti e societ\u00e0 affrontavano il morire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, il modello pu\u00f2 essere considerato <strong>storicamente fondamentale, ma non sufficiente come teoria contemporanea del lutto<\/strong>.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Il ruolo del soccorritore davanti alla morte<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soccorritore pu\u00f2 trovarsi ad affrontare situazioni particolarmente complesse:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>paziente con patologia terminale;<\/li>\n<li>morte improvvisa;<\/li>\n<li>rianimazione con esito negativo;<\/li>\n<li>sospensione delle manovre rianimatorie;<\/li>\n<li>paziente consapevole della propria prognosi;<\/li>\n<li>familiare che assiste alla morte;<\/li>\n<li>bambino o giovane in condizioni terminali;<\/li>\n<li>decesso traumatico;<\/li>\n<li>comunicazione di una situazione clinica grave.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste circostanze, la competenza tecnica rappresenta soltanto una parte dell&#8217;intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comunicazione diventa uno strumento assistenziale.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Cosa pu\u00f2 fare concretamente il soccorritore?<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Ascoltare<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sempre \u00e8 necessario parlare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciare che il paziente esprima paura, rabbia o tristezza pu\u00f2 essere gi\u00e0 una forma di assistenza.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Non giudicare<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una reazione emotiva intensa non significa necessariamente che il paziente sia \u00abdifficile\u00bb.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Non imporre l&#8217;accettazione<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il compito del soccorritore non \u00e8 portare il paziente all&#8217;\u00abultima fase\u00bb.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Evitare false rassicurazioni<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dire <em>\u00abandr\u00e0 sicuramente tutto bene\u00bb<\/em> quando non lo si pu\u00f2 sapere pu\u00f2 compromettere la fiducia.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Utilizzare un linguaggio semplice<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">In condizioni di stress, la capacit\u00e0 di elaborare informazioni pu\u00f2 essere ridotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 quindi preferibile utilizzare frasi brevi, chiare e comprensibili.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Rispettare il silenzio<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il silenzio pu\u00f2 essere parte della comunicazione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Coinvolgere i familiari<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando appropriato e compatibile con le esigenze cliniche, i familiari possono rappresentare una risorsa fondamentale.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Riconoscere i propri limiti<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soccorritore non \u00e8 chiamato a svolgere una psicoterapia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando emergono bisogni che superano le proprie competenze, \u00e8 necessario coinvolgere le figure professionali appropriate.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Il paziente non \u00e8 la sua \u00abfase\u00bb<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un rischio concreto dell&#8217;utilizzo del modello consiste nel trasformare una persona in una categoria:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00ab\u00c8 nella fase della rabbia.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa interpretazione pu\u00f2 essere fuorviante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paziente non \u00e8 \u00abla rabbia\u00bb, \u00abla negazione\u00bb o \u00abla depressione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una persona che sta vivendo una situazione estremamente complessa e pu\u00f2 manifestare contemporaneamente numerose emozioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il soccorritore \u00e8 quindi pi\u00f9 utile chiedersi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abDi cosa ha bisogno questa persona in questo momento?\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">piuttosto che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abIn quale fase si trova?\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima domanda conduce verso un approccio centrato sul paziente; la seconda rischia di trasformare un modello teorico in una classificazione rigida del comportamento.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Punti chiave per il soccorritore<\/h2>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Le cinque fasi non sono un protocollo.<\/strong> Non devono essere utilizzate per classificare automaticamente il comportamento del paziente.<\/li>\n<li><strong>Non esiste un percorso emotivo universale.<\/strong> Ogni persona pu\u00f2 reagire alla morte in modo differente.<\/li>\n<li><strong>Le fasi possono sovrapporsi.<\/strong> Rabbia, paura, tristezza, negazione e speranza possono coesistere.<\/li>\n<li><strong>L&#8217;accettazione non \u00e8 un obiettivo da imporre.<\/strong> Non tutti arrivano a una piena accettazione della propria morte.<\/li>\n<li><strong>La rabbia pu\u00f2 essere una manifestazione di paura e impotenza.<\/strong> Non va automaticamente interpretata come ostilit\u00e0 personale.<\/li>\n<li><strong>Il silenzio pu\u00f2 essere terapeutico.<\/strong> La presenza e l&#8217;ascolto possono essere pi\u00f9 importanti di una risposta.<\/li>\n<li><strong>Evitare false rassicurazioni.<\/strong> Empatia e onest\u00e0 sono pi\u00f9 importanti di promesse non realistiche.<\/li>\n<li><strong>Rispettare il paziente.<\/strong> La persona deve mantenere dignit\u00e0, autonomia e possibilit\u00e0 di esprimere le proprie emozioni.<\/li>\n<li><strong>Conoscere i propri limiti professionali.<\/strong> Quando la situazione lo richiede, \u00e8 necessario coinvolgere altre figure sanitarie.<\/li>\n<li><strong>La comunicazione fa parte del soccorso.<\/strong> Assistere una persona significa anche accompagnarla nei momenti di maggiore vulnerabilit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Conclusioni<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cinque fasi di Elisabeth K\u00fcbler-Ross hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia della medicina e nel modo in cui la societ\u00e0 ha iniziato a parlare della morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione rimangono concetti conosciuti e possono aiutare a comprendere alcune possibili reazioni di una persona confrontata con la morte o con una perdita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, <strong>la moderna letteratura scientifica non sostiene l&#8217;idea di un percorso universale, lineare e prevedibile attraverso queste cinque fasi<\/strong>. Il modello deve quindi essere interpretato con cautela e soprattutto non deve diventare uno strumento per giudicare il modo in cui una persona vive il proprio dolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il soccorritore, il valore pi\u00f9 importante dell&#8217;insegnamento di K\u00fcbler-Ross pu\u00f2 essere quindi trovato non tanto nelle cinque categorie, quanto nell&#8217;idea che <strong>la persona morente deve essere ascoltata e considerata nella sua dimensione umana, oltre che clinica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte alla morte, non sempre \u00e8 possibile guarire, modificare la prognosi o risolvere il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 per\u00f2 quasi sempre possibile <strong>esserci<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, per chi presta soccorso, anche questo fa parte della cura.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Riferimenti bibliografici<\/h2>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>K\u00fcbler-Ross E.<\/strong> <em>On Death and Dying.<\/em> New York: Macmillan; 1969.<\/li>\n<li><strong>K\u00fcbler-Ross E, Kessler D.<\/strong> <em>On Grief and Grieving: Finding the Meaning of Grief Through the Five Stages of Loss.<\/em> New York: Scribner; 2005.<\/li>\n<li><strong>Corr CA.<\/strong> Elisabeth K\u00fcbler-Ross and the &#8220;Five Stages&#8221; Model in a Sampling of Recent American Textbooks. <em>OMEGA \u2013 Journal of Death and Dying.<\/em> 2020;82(2):294\u2013322.<\/li>\n<li><strong>Corr CA.<\/strong> Elisabeth K\u00fcbler-Ross and the &#8220;Five Stages&#8221; Model in a Sampling of Recent Textbooks Published in 10 Countries Outside the United States. <em>OMEGA \u2013 Journal of Death and Dying.<\/em> 2020.<\/li>\n<li><strong>Stroebe M, Schut H, Boerner K.<\/strong> Cautioning Health-Care Professionals: Bereaved Persons Are Misguided Through the Stages of Grief. <em>OMEGA \u2013 Journal of Death and Dying.<\/em> 2017.<\/li>\n<li><strong>Avis KA, Stroebe M, Schut H.<\/strong> Stages of Grief Portrayed on the Internet: A Systematic Analysis and Critical Appraisal. <em>Frontiers in Psychology.<\/em> 2021;12:772696. doi:10.3389\/fpsyg.2021.772696.<\/li>\n<li><strong>Corr CA.<\/strong> Should We Incorporate the Work of Elisabeth K\u00fcbler-Ross in Our Current Teaching and Practice and, If So, How? <em>OMEGA \u2013 Journal of Death and Dying.<\/em> 2019.<\/li>\n<li><strong>Parkes CM.<\/strong> <em>Bereavement: Studies of Grief in Adult Life.<\/em> 4th ed. Routledge; 2013.<\/li>\n<li><strong>Stroebe M, Schut H.<\/strong> The Dual Process Model of Coping with Bereavement: Rationale and Description. <em>Death Studies.<\/em> 1999;23(3):197\u2013224.<\/li>\n<li><strong>Worden JW.<\/strong> <em>Grief Counseling and Grief Therapy: A Handbook for the Mental Health Practitioner.<\/em> 5th ed. Springer; 2018.<\/li>\n<\/ol>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Nota editoriale<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello delle cinque fasi conserva un importante valore <strong>storico, didattico e comunicativo<\/strong>, ma le fonti pi\u00f9 recenti raccomandano di evitare di presentarlo come una teoria scientificamente dimostrata del lutto o come una sequenza universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. Sono le cinque fasi pi\u00f9 frequentemente associate al nome di Elisabeth K\u00fcbler-Ross,<\/p>\n","protected":false},"author":1153,"featured_media":15921,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"cybocfi_hide_featured_image":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[860,861,220,72],"class_list":["post-15914","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-am","tag-elisabeth","tag-fasi","tag-lutto","tag-morte"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-22 11:41:18","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15914","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1153"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15914"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15914\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15920,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15914\/revisions\/15920"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15921"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}