{"id":14286,"date":"2024-01-17T10:00:26","date_gmt":"2024-01-17T09:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=14286"},"modified":"2024-01-16T20:53:42","modified_gmt":"2024-01-16T19:53:42","slug":"sepsi-un-morto-ogni-28-secondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.soccorritori.ch\/?p=14286","title":{"rendered":"Sepsi, un morto ogni 2,8 secondi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sepsi, un morto ogni 2,8 secondi. Aumentano i casi in Italia: cos&#8217;\u00e8 e quali sono i sintomi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La malattia \u00e8 responsabile di un quinto dei decessi mondiali. Tuttavia, pu\u00f2 essere evitata con le vaccinazioni, una diagnosi tempestiva e l&#8217;accesso a trattamenti appropriati. Vediamo come riconoscerla e prevenirla<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sepsi \u00e8 una risposta infiammatoria eccessiva dell\u2019organismo ad un\u2019infezione causata, nella gran parte dei casi, da batteri. Spesso \u00e8 dovuta all&#8217;invasione del sangue di microrganismi che hanno causato l&#8217;infezione. Una condizione clinica frequente che, se non riconosciuta e trattata in tempo, pu\u00f2 portare alla morte, soprattutto quando arriva a danneggiare alcuni organi vitali al punto da renderli non pi\u00f9 funzionanti. Il cervello, ad esempio, pu\u00f2 avere un rapido deterioramento dello stato di coscienza. Uno o entrambi i polmoni possono non essere pi\u00f9 in grado di ossigenare il sangue. Mentre il cuore smette di funzionare per la presenza in circolo delle sostanze tossiche. Ogni anno &#8211; secondo i dati diffusi dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla sepsi, che si \u00e8 celebrata il 13 settembre 2023 &#8211; colpisce 47-50 milioni di persone. Di questi, 11 milioni muoiono (pari a 1 morte ogni 2,8 secondi), mentre nel 50% dei sopravvissuti si manifestano effetti a lungo termine noti come &#8220;sindrome post-sepsi&#8221;, con sequele fisiche, cognitive e psicologiche persistenti. Il recupero pu\u00f2 richiedere mesi o anni.<br \/>\nLa sepsi \u00e8 da anni sotto osservazione della comunit\u00e0 scientifica poich\u00e8 i casi sono in aumento in tutto il mondo, compresa l\u2019Italia, dove le diagnosi sono passate da 18.939 nel 2003 a 49.010 nel 2015 (dal 3 all&#8217;8% di tutti i decessi registrati in questi anni). &#8220;La sepsi &#8211; ha affermato il direttore generale dell&#8217;OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus &#8211; \u00e8 responsabile di un quinto dei decessi mondiali. Tuttavia, sappiamo che questa malattia pu\u00f2 essere evitata con le vaccinazioni, una diagnosi tempestiva e l&#8217;accesso a trattamenti appropriati ed efficaci&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sepsi nei bambini sotto i 5 anni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 40% dei casi la sepsi colpisce bambini di et\u00e0 inferiore ai 5 anni. Nei Paesi industrializzati pu\u00f2 determinare la morte nel 3-4% dei neonati e fino al 24% dei neonati nati in Paesi in via di sviluppo. I neonati sono tra i pazienti pi\u00f9 a rischio di sviluppare infezioni gravi, poich\u00e9 il loro sistema immunitario \u00e8 ancora poco sviluppato. &#8220;Ogni anno &#8211; ha sottolineato il Ministero della Salute &#8211; si verificano nel mondo circa 680mila decessi neonatali per sepsi, con un rischio particolarmente elevato in India, Pakistan, Nigeria, Congo, e Cina. La sepsi neonatale pu\u00f2 portare inoltre a gravi manifestazioni cliniche, spesso associate a deficit irreversibili a lungo termine&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli altri soggetti a rischio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sepsi pu\u00f2 colpire chiunque, anche se i soggetti pi\u00f9 a rischio sono coloro che presentano un calo delle difese immunitarie, quindi bambini di et\u00e0 inferiore a un anno, come abbiamo visto, anziani ma anche persone il cui sistema immunitario \u00e8 compromesso da altre malattie o terapie farmacologiche, pazienti con malattie croniche a polmoni, fegato o cuore, persone senza milza o con sistema immunitario indebolito, adulti con pi\u00f9 di 60 anni. E poi ci sono i pazienti affetti da malattie oncologiche che hanno un rischio di sepsi 10 volte maggiore rispetto a pazienti non oncologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come riconoscere la malattia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sintomatologia pu\u00f2 variare in base al tipo di patogeno che ha causato l\u2019infezione, alla sua localizzazione e alla risposta dell\u2019organismo ospite. Solitamente la sepsi si manifesta con febbre, accompagnata da brividi, ed un aumento degli indici infiammatori. Il quadro clinico per\u00f2 si pu\u00f2 complicare con la comparsa di ipotensione, tachicardia, ipossigenazione periferica e anomalie della coagulazione. Se il sistema immunitario \u00e8 ben funzionante mantiene circoscritta l\u2019infezione alla zona del corpo dove \u00e8 originata, se invece non risponde adeguatamente perch\u00e9 indebolito, l&#8217;infezione pu\u00f2 diffondersi attraverso il sangue ad altre parti del corpo, stimolando eccessivamente il sistema immunitario. Il risultato \u00e8 l&#8217;estensione dell\u2019infezione all&#8217;intero organismo, accompagnata da una risposta infiammatoria generalizzata che danneggia organi e tessuti. Inoltre, si pu\u00f2 verificare anche una riduzione o l&#8217;interruzione del flusso sanguigno che impedisce all&#8217;ossigeno di raggiungere i diversi organi e tessuti, con conseguenze spesso mortali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le cause della sepsi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo gli ultimi dati dell&#8217;OMS, a causare la sepsi sarebbero soprattutto le malattie diarroiche (da 9,2 a 15 milioni di casi all&#8217;anno), le infezioni delle basse vie respiratorie (1,8-2,8 milioni all&#8217;anno) e l&#8217;invecchiamento della popolazione. Tuttavia, sono in crescita anche i casi di sepsi legati alle malattie non trasmissibili: un terzo di questi e quasi la met\u00e0 di tutti i decessi sono correlati a danni causati dalle malattie croniche, come diabete, aterosclerosi (e quindi infarti e ischemie), tumori e affezioni polmonari. &#8220;Inoltre &#8211; ha sottolineato l\u2019OMS -, il fenomeno in futuro potrebbe essere complicato dall&#8217;espansione di batteri resistenti agli antibiotici&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio osservazionale condotto a livello globale tra il 2018 e il 2020, e pubblicato su PLOS Medicine, ha dimostrato che molti neonati muoiono perch\u00e9 gli antibiotici usati per curare la sepsi stanno perdendo la loro efficacia. Grazie a questa indagine, sono stati raccolti dati importanti e si stanno sviluppando nuovi strumenti che aiuteranno a migliorare il trattamento dei neonati con sepsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come si cura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente che trattandosi di una condizione grave, \u00e8 fondamentale imparare a riconoscerla ed intervenire tempestivamente avvisando il medico sin dai primi sintomi sospetti. Se la spesi viene diagnostica nella fase media, viene curata con antibiotici specifici rivolti contro il patogeno che ha causato l\u2019infezione. I pazienti nella fase grave richiedono invece un ricovero in ospedale in terapia intensiva. Nel caso dello shock settico (quando cio\u00e8 si verifica una condizione di insufficienza multiorgano che coinvolge polmoni, reni e fegato), il paziente viene immediatamente trattato con la ventilazione e l&#8217;intubazione. Chiaramente, anche la fase grave e lo shock settico devono essere curati anche con farmaci antibiotici per contrastare il patogeno. Infine, alcuni pazienti potrebbero essere sottoposti ad un intervento chirurgico per la rimozione della fonte d&#8217;infezione (ad es. pus, come accade nel caso di ascessi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come fare prevenzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Organizzazioni internazionali, come la World Health Assembly (WHA), la European Society of Intensive Care Medicine (ESICM), il Global Sepsis Alliance (GSA) e la Society of Critical Care Medicine (SCCM), hanno sottolineato la necessit\u00e0 di migliorare la prevenzione delle infezioni per contrastare la lotta alla sepsi con:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">la frequente igiene delle mani eseguita correttamente;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l&#8217;applicazione scrupolosa delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni nei setting di cura;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l&#8217;aggiornamento periodico del personale sanitario in materia di IPC e infezioni antimicrobico-resistenti;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">la disponibilit\u00e0 di ambienti sicuri e puliti per il parto;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l&#8217;uso delle vaccinazioni disponibili.<\/li>\n<\/ul>\n<table style=\"width: 100%;\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.today.it\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.today.it<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\">\n<address><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>Le foto presenti sul sito sono state in larga parte reperite su Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo all\u2019indirizzo e-mail <a href=\"mailto:admin@soccorritori.ch\">admin@soccorritori.ch<\/a>, lo Staff provveder\u00e0 prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.<\/strong><\/span><\/address>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sepsi, un morto ogni 2,8 secondi. 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