La Mindfulness nell’Urgenza Sanitaria

Parte seconda

“la ragione è semplice: dalla tua concentrazione viene la tua realtà”

Il cavaliere Jedi Qui Gon Jinn

…“Piernando! Fermati, Respira e procedi

Sì sì è un pneumotorace iperteso!

mindRitornato nel “qui e ora” Piernando posiziona l’ago da decompressione nel secondo spazio intercostale del paziente, sulla linea emiclaveare, scende di qualche centimetro finché non sente la fuoriuscita di aria intrappolata nella cavità toracica… Questa manovra ripristina immediatamente le funzioni vitali del suo paziente, donando a Piernando un senso di soddisfazione che da tempo non percepiva più…

Ma come è arrivato Piernando a ritornare nel “qui e ora”?

Da qualche mese dedica mezz’ora del suo tempo alla pratica della Mindfulness. Esistono vari esercizi per riportare l’attenzione cosciente nel qui e ora e la pratica quotidiana gli ha permesso di ritornare nel mind2presente, soprattutto quando i pensieri e le emozioni prendono il sopravvento sui suoi comportamenti, innescando quelle risposte automatiche proprie della parte più antica del suo cervello. Goleman suddivide l’attenzione in “bottom-up” quando procediamo con il nostro pilota automatico, lasciandoci in balìa di ciò che ci capita; e in “top-down” quando scegliamo di cosa occuparci. Riportare l’attenzione con il “FERMATI-RESPIRA-PROCEDI” attiva quelle aree cerebrali, e più precisamente la corteccia prefrontale, deputata a fungere da mediatore tra il pensiero veloce, guidato e controllato dall’amigdala (attivazione emotiva) e il pensiero lento, cognitivo e collegato con le aree del cervello specializzate nella raccolta delle informazioni.
Detto così sembrerebbe facile modificare un nostro comportamento, Piernando (il nome è di fantasia ovviamente, ma è una persona in carne e ossa e neuroni), ha impiegato parecchio tempo per permettersi il cambiamento.
Cambiare un comportamento, un abitudine, una nostra credenza è difficile, cazzarola se è difficile, e ci vuole il tempo necessario per permettere al nostro cervello di apprendere e modificare le sue vie automatiche di risposta. La Neuroplasticità è stata una delle grandi scoperte che le neuroscienze hanno fatto, rompendo e frantumando l’assioma di un cervello privo di qualsiasi possibilità di modifica. Ma ci vuole impegno, costanza e soprattutto una routine che permetta di sviluppare nuovi comportamenti. È un po’ come iniziare a tracciare un nuovo sentiero in mezzo ad una foresta, ci vuole del tempo e tanti passi per creare un nuovo percorso.
Con Piernando ho lavorato come Coach elaborando una nuova routine quotidiana, inserendo attività sia fisiche sia dedicando venti minuti al giorno alla pratica della Mindfulness.

Ma come impararla?

Esistono innumerevoli libri sulla Mindfulness, corsi dal vivo, siti e corsi on-line su You Tube.
I benefici sono evidenziati da ricerche condotte in varie parti del mondo, ma, se volete un piccolo assaggio di un esercizio di Mindfulness provate a:

…“seduti con la schiena dritta, portate l’attenzione al vostro respiro, l’aria che entra e l’aria che esce, tutto qui”…

Fatelo per qualche minuto al giorno, senza nessuno sforzo e abbandonando l’idea di fare un viaggio psicoquanticomultiuniverso diventando immediatamente super eroi.

Aria che entra, aria che esce… e appena il pensiero vaga in giro per la vostra testa (lista della spesa, collega stronzo, benzina da fare, ecc), riportate la vostra attenzione al respiro, aria che entra e aria che esce…

La Mindfulness è il riprendere gentilmente il pensiero che vaga e riportarlo sull’aria che entra e l’aria che esce.

Articolo redatto da Gian Luca Marinello
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