Contro il virus, a sirene spiegate

Contro il virus, a sirene spiegate

La paura per i pazienti, le corse contro il tempo, il rischio contagio, i turni da 12 ore – I racconti dalla “trincea” del personale di ambulanze e 144

Basta una domanda per far tornare la mente ai momenti più drammatici della pandemia, passati da ancora troppo poco tempo. “Trasportavamo contagiati relativamente stabili in ospedale che poi, dopo 2/3 ore, venivano intubati in cure intense… E questo, sì, spaventava“. Così, alle telecamere della RSI, Ewa Kessel, soccorritrice professionista del Servizio Autoambulanza Mendrisiotto (SAM). Ora nel deposito delle ambulanze c’è silenzio, ma tra marzo e aprile, quando anche i mezzi delle altre associazioni del soccorso ticinese sfrecciavano a sirene spiegate per tutto il cantone, non era così.

Video RSI: https://tp.srgssr.ch/p/rsi/embed?urn=urn:rsi:video:13148946&autoplay=true&hideendscreen=1

“Vedi questo posto? C’era un viavai continuo. Rientravamo alla base con un’ambulanza da sanificare e saltavamo su un’altra disinfettata, mentre i colleghi ripulivano la prima. E così via, senza sosta, un intervento dietro l’altro, come in una catena di montaggio”, racconta Fidel Esteves Pinto, del SAM, ricordando i ritmi frenetici imposti dalla pandemia, prima che il coronavirus allentasse la presa sul Ticino.

“Abbiamo vissuto una situazione molto stressante, anche dal punto di vista emotivo, quando ci siamo trovati di fronte a questo virus sconosciuto”, spiega Ewa Kessel, che, in un post sui social network del 20 marzo, scriveva: “Noi NON siamo eroi, abbiamo scelto noi questo lavoro…”, ammettendo però di vivere “ogni giorno momenti di fatica, di paura, di difficoltà…”.
Adesso quei momenti sembrano superati, ma le riaperture (tra le ultime anche quelle dei pronto soccorsi in Valle), non devono farci abbassare la guardia. “Il virus è ancora tra noi”, sottolinea Ewa Kessel.

Fonte: https://www.rsi.ch/
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